Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Gli animali sepolti nell'immondizia
o trovano pace solo nei cimiteri privati

Venerdì 5 Agosto 2022
Gli animali sepolti nell'immondizia o trovano pace solo nei cimiteri privati

Poco meno di un mese fa il servizio con corredo di foto per denunciare le vergognose condizioni in cui versa l'area cimiteriale destinata a sepoltura di animali domestici, fu realizzata da un privato ai primi del 2000, dopo un ventennio si scopre che c'erano irregolarità amministrative, mancanza di autorizzazioni specifiche anche di natura igienico-sanitaria. Dopo venti anni, il 27 maggio 2020, i carabinieri del Gruppo Forestale con il supporto della polizia municipale davano esecuzione a un provvedimento di sequestro dell'area disposto dalla procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Un mese fa la denuncia delle disastrate condizioni in cui oggi l'area si trova, assoluta indifferenza da enti deputati, era stata un giardino con circa 200 sepolture di animali da compagnia, un cimiterino ordinato e pulito, sequestrato per essere stato ritenuto focolaio di infezioni e consegnato a una antigienicità decuplicata. Basta portarsi all'angolo di via la Pira con via Cappuccini, a un passo dal cimitero comunale, per constatare il disastro che si dispiega oltre il cancelletto di accesso e la cancellata di recinzione a vista sulla strada.

Fino al maggio 2020 l'area era curata e visitata, in due anni di sequestro, quindi di abbandono, lo spettacolo è di erbacce, vegetazione infiltrata tra le strutture, devastazione di tumuli, sepolture con quel che resta dei contenuti a cielo aperto, scempio di lapidi, un immondezzaio di avanzi di cibo che vengono lasciati per i randagi vivi che vi trovano ricovero, il tutto per uno spettacolo indecoroso e anche grottesco per i motivi che avevano determinato il sequestro e che si sono rivelati rimedio peggiore del male. L'operazione, a leggere le comunicazioni ufficiali del novembre 2019 e maggio 2020, era stata ordinata «a seguito di un'attività interforze nell'ambito dei servizi di contrasto per la Terra dei fuochi programmati dalla cabina di regia prefettizia».

Per il sequestro della struttura cimiteriale per animali da compagnia furono impiegati, sempre dal comunicato, agenti della polizia municipale di caserta insieme ai militari dell'Esercito italiano, agenti della polizia di Stato, personale dell'Arpac e della Asl».

Il dispiego di forze non per ettari di terra usati come discarica di rifiuti tossici ma per un rettangolo di pochi metri quadrati tenuti a giardino con sepolture per la maggior parte a raso e altre al muro di recinzione. Irregolarità amministrative e di natura igienico-sanitaria rilevate dopo un ventennio. E quali provvedimenti sono stati adottati per le strutture amministrative deputate al rilascio di autorizzazioni difettose o disattese per una struttura lasciata incontrollata?

Video

Resta lo sconcerto del sequestro dell'area che oggi risulta «terra di nessuno», nessuna imputazione al gestore e, peggio, nessun obbligo di ripristino e mantenimento di quella igienicità ritenuta assente in un contesto che oggi sì può essere ritenuta sorgente di infezioni. Il cimiterino era frequentato da padroni non soltanto di cani e gatti ma anche di pappagallini, canarini, persino un pitone, modica tariffa annuale, un posto anche bello a vedersi ove andar ricordare essere viventi che erano stati di compagnia. Oggi in tanti devono affrontare, col dispiacere per la perdita di una quattrozampe scodinzolante o miagolante, il disagio della loro sepoltura, si sono regole precise, bisogna affidarsi al proprio veterinario che contatterà una ditta specializzata in smaltimento carcasse animali che possa occuparsi dello smaltimento secondo le norme di legge e di tutte le pratiche burocratiche, soprattutto in caso di cremazione.

Di strutture private vicine al capoluogo ce ne sono due, a Maddaloni e San Prisco ordinate e pulite. Ieri mattina, nei pressi del cimiterino scempiato, una signora raccontava delle peripezie burocratiche affrontate per la dissepoltura, prima del sequestro dell'area, e trasferimento della carcassa del proprio cane in una di queste strutture. «Caserta il suo commento menava vanto per il cimitero degli animali, oggi la vergogna è da cancellare».

Ultimo aggiornamento: 14:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA