Biodigestore, i dubbi della Regione
infiammano lo scontro politico

Biodigestore, i dubbi della Regione infiammano lo scontro politico
di Lia Peluso
Lunedì 28 Febbraio 2022, 07:35 - Ultimo agg. 16:14
4 Minuti di Lettura

I movimenti OsservAzione e Caserta Decide sostenuti anche da altre realtà della società civile hanno ottenuto una richiesta di integrazioni relativamente al progetto del biodigestore di Ponteselice. Il parere tecnico della Regione sull'impianto è stato in linea con le obiezioni sollevate dai movimenti. Lo staff tecnico-amministrativo che si occupa delle valutazioni ambientali era chiamato a esprimere un parere sull'assoggettabilità a Valutazione integrata ambientale del progetto presentato dalla giunta di Caserta.

Rispetto alla richiesta di sessantuno informazioni mancanti, il vicepresidente di OsservAzione Caserta, Antonio Cioffi, ha dichiarato: «In più riprese in questi mesi abbiamo messo agli atti le nostre obiezioni, segnalando i tanti punti inaccettabili del progetto, e fortunatamente sono stati tutti accolti dai tecnici della Regione.

Un biodigestore da 40 mila tonnellate è di per sé un impianto di enorme impatto, farlo male e in mezzo alla popolazione è a dir poco scellerato. Questa debolezza progettuale è molto preoccupante, vista l'urgenza di attuare un Piano rifiuti efficiente in Campania. Seppur riuscissero a rispondere alle sessantuno segnalazioni, non potranno evitare la Via, giocandosi i 26 milioni del bando regionale».

Anche la coordinatrice di Caserta Decide, Sara Femiano ha sottolineato: «È un importante traguardo: il grande lavoro nostro e di tutte le associazioni e i comitati con i quali stiamo unendo le forze sta dando i suoi frutti. Se abbiamo chiamato a raccolta comitati, sindaci, curia e associazioni è proprio per questo. Continueremo a impegnarci per tenere le forze unite ed evitare di disperderle compromettendo l'obiettivo comune: la difesa della salute dei cittadini».

La battaglia delle associazioni però non è ancora vinta e a rimarcarlo è stato il consigliere comunale, Raffaele Giovine, del movimento Caserta Decide che ha rimarcato: «Inspiegabilmente, nonostante le innumerevoli lacune, il progetto non è stato ancora archiviato come avevamo chiesto, ma sono stati concessi altri 45 giorni al Comune per sostanzialmente rifare il progetto. Inoltre, le ultime dichiarazioni di Bonavitacola (assessore regionale all'Ambiente, ndr) prospettano la ricerca di altri fondi per poter riproporre a oltranza il progetto. Riteniamo che sia arrivato il momento di tenere un consiglio comunale monotematico per discutere politicamente della questione, indipendentemente dai dettagli tecnici: ribadiremo con forza il nostro no all'impianto».

Sulla vicenda del biodigestore con un psot su facebook è intervenuto anche il consigliere comunale, già candidato sindaco, Pio Del Gaudio: «Novità importante sul biodigestore. La Regione ha inviato al Comune di Caserta questa richiesta di chiarimenti ed integrazioni di 15 pagine con 61 domande a cui rispondere. La Regione sembrerebbe bocciare su tutta la linea il progetto presentato nel gennaio 2022 arrivando persino a dire, alla fine, che i professionisti firmatari dello Studio Preliminare Ambientale devono trasmettere una dichiarazione nella quale gli stessi dichiarano sotto la propria responsabilità di essere in possesso delle competenze e professionalità specifiche nelle materie afferenti alla valutazione ambientale del progetto». 

Video

Intanto, all'interno del consiglio comunale di Caserta si stanno registrando le prime frizioni, si tratta del caso del consigliere Dino Fusco che ha deciso di abbandonare il movimento Speranza per Caserta, dichiarandosi indipendente. Ad annunciarlo è stato lo stesso Fusco, attraverso i social, chiudendo così un rapporto con Spc che si è mostrato teso sin dal giorno delle elezioni. «Lascio il gruppo Speranza per Caserta - ha scritto Fusco - mi vedo mio malgrado costretto ad abbandonare il gruppo Speranza per Caserta che rappresentavo in consiglio comunale. Ho provato e cercato una mediazione in tutti i modi ma non c'è stato nulla da fare. Continuerò il mio percorso in consiglio comunale come consigliere indipendente di opposizione». Un rapporto non idilliaco tra Fusco e Spc con l'accusa del movimento al proprio consigliere di non aver assunto una linea dura nei confronti della maggioranza del sindaco Carlo Marino e di aver sostenuto alle elezioni provinciali il sindaco di San Nicola la Strada, Vito Marotta. Speranza per Caserta non avrà un proprio rappresentante in Consiglio mentre nel corso degli ultimi due mandati aveva due consiglieri, Norma Naim e Francesco Apperti. Quello di Fusco non è l'unico caso di rapporto conflittuale tra consiglieri e movimento perché c'è stato il caso del consigliere Antonello Fabrocile, espulso dal movimento perché decise di candidarsi alle elezioni politiche del 2018 sotto il simbolo di Liberi e Uguali, ma ancora prima c'era stati i casi di Michele Melone e Luigi Ebraico che decisero di dimettersi dalla carica di consigliere perché non condividevano più la linea del movimento.

© RIPRODUZIONE RISERVATA