«Il contratto è scaduto»:
chiude l'antico convento

Lunedì 9 Novembre 2020 di Lidia Luberto
«Il contratto è scaduto»: chiude l'antico convento

Soppressa la casa religiosa di San Francesco in Casanova di Carinola: con una comunicazione scarna lo storico convento situato sulle colline viene restituito al legittimo proprietario, il Comune che dal novembre 1974 lo aveva affidato in concessione, con un contratto rinnovato di 29 anni in 29 anni, alla comunità francescana. Adesso, senza alcun preavviso, la stessa comunità comunica all'amministrazione la decisione assunta. Nei prossimi giorni la consegna delle chiavi nelle mani del sindaco o di un suo rappresentante da parte di uno dei responsabili regionali dell'Ordine dei Frati minori. Ignote le ragioni del provvedimento che fa riferimento solo alla cessazione degli effetti del contratto e che potrebbero essere ricercate in questioni di costi di gestione o di carenza di frati. Comunque, una procedura che tanto inusuale non sarebbe. Infatti, l'Ordine dei Frati minori, da qualche tempo, sta portando avanti una politica di «tagli», dismettendo le case che non sono di sua diretta proprietà. La domanda che, però, ora nasce spontanea è: cosa accadrà dell'edificio sacro? E ancora: ci si potranno svolgere celebrazioni liturgiche e manifestazioni religiose e civili, com'è avvenuto finora? In effetti, di fatto, nulla dovrebbe cambiare: le funzioni potranno continuare, gli eventi pure. E senza oneri ne' per la comunità francescana ne' tantomeno per il Comune. Come, peraltro, avviene da 33 anni, da quando, cioè, un unico frate, padre Giovanni Siciliano (nominato rettore nello scorso luglio), si occupa della struttura, da tempo non più utilizzata come convento, e vi celebra messa la domenica e nelle ricorrenze religiose. Una disponibilità riconosciuta dalla stessa popolazione locale che, anzi, lo ha affiancato in molte occasioni per la realizzazione di piccoli interventi di manutenzione e anche della strada di accesso fatta proprio su iniziativa del frate.

Preoccupano, comunque, le eventuali conseguenze del provvedimento perché apre scenari di incertezza. Una storia lunga quella della splendida e antichissima struttura. Lo storico Luca Wadding fa risalire proprio a San Francesco la fondazione del primo nucleo del convento, quando il Santo, proveniente da Gaeta nel 1222, si riparò e soggiornò in una grotta intorno alla quale poi i suoi seguaci costruirono il convento.

La struttura fu costantemente abitata dalla comunità francescana fino al 1813, quando i frati vennero cacciati e il convento soppresso per ordine di Gioacchino Murat. Con gli anni lo stato di degrado aumentò, ma la comunità di Carinola non si rassegnò e grazie a «incessanti suppliche» ottenne che Ferdinando II, con Real decreto del 10 giugno 1838, riaprisse il convento e con il ritorno dei frati il complesso riacquistò vitalità, per passare, come tanti edifici religiosi, nelle competenze dello Stato dopo l'Unita' d'Italia. Il convento, che si sviluppa su una pianta di 2200 mq è costituito da una chiesa e dal convento. All'interno della chiesa sono di notevole interesse l'arco, la monofora, tre cappelle ricavate nello spessore del muro e alcuni affreschi. Accanto al convento vi è la piccola chiesa edificata per custodire la grotta che la tradizione vuole essere stato il luogo dove dimorò e pregò San Francesco. Il convento è stato oggetto di un restauro costato 775mila euro completato nel 2006.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA