Cristian scomparso tre anni fa:
riprendono le ricerche con l'elicottero

Mercoledì 12 Febbraio 2020 di Gabriella Cuoco
Il giallo s'infittisce con il passare dei mesi. Cristian Varone, il giovane di Mondragone, scomparso all'età di 23 anni da Sessa Aurunca il 1 agosto del 2017 potrebbe essere ancora vivo. Almeno questo è quello che pensa la sua famiglia e, in particolare, la madre di origini ucraine che, nelle ultime ore, ha lanciato l'ennesimo appello sui social denunciando il silenzio istituzionale e la mancanza di interessamento da parte di chi, al contrario, dovrebbe smuovere le acque e arrivare a un punto di svolta.

«Cri anche se ultimamente nessuno parla più di te, tu sei sempre nei miei pensieri - si legge - a volte vorrei poter fare qualcosa per smuovere il tuo caso però non so cosa nè come. A me manchi sempre tanto, vorrei rivederti qui, vorrei che vedessi tante cose che cambiano qui. Mi chiedo dove sei e poi mi viene da pensare che forse non ci sei più. Perché è troppo strano dopo tutto questo tempo non avere nessuna notizia di te. Come devo fare per scoprire la verità? Mi manchi troppo e sei sempre nei miei pensieri e nel cuore».

Il caso di Cristian che a breve compirà 27 anni, finito anche sotto la lente della trasmissione televisiva Rai «Chi l'ha visto» è ritornato alla ribalta interessando nuovamente i carabinieri della compagnia di Sessa Aurunca che, sin dal primo momento, hanno seguito la vicenda e avviato le indagini che, potrebbero riaprirsi e vedere, da indiscrezioni trapelate solo nelle ultime ore, l'interessamento di un gruppo interforze che avrebbe il compito di pattugliare con un elicottero i Monti Aurunci, dalla parte della frazione di Tuoro, dove negli ultimi anni sono scomparse diverse persone e, in particolare, anziani (alcune delle quali non più ritrovate) ospiti di una casa di cura dislocata in zona. Qualcuno che risiede a ridosso dei Monti Aurunci, pensa che la scomparsa di Cristian, proprio come quella di altri, sia tinta di giallo. I monti sono ricchi di vegetazione e arroccati. Certo è, che la situazione è anomala. La scomparsa del ragazzo di Mondragone, infatti, continua a far parlare tutto il litorale domizio e anche le zone del Basso Lazio, dove più volte ci sono state segnalazioni non andate a buon fine.

In qualche caso, al centralino del 113 sono arrivate telefonate di persone che lo avrebbero visto lavorare in un bar in una cittadina poco distante da Roma. Non solo. Prima dell'estate qualcuno avrebbe contattato i genitori avvisandoli di aver visto Cristian nei pressi di Ostia lido. Il 23enne, molto conosciuto anche a Cellole, dove frequentava diverse persone, prima della scomparsa lavorava in un caseificio della zona, mentre si trovava sul posto di lavoro aveva detto di non sentirsi bene decidendo di tornare a casa. Secondo i parenti il ragazzo era in stato confusionale e in preda ad allucinazioni. Così lo hanno portato al pronto soccorso dell'ospedale «San Rocco» di Sessa Aurunca, ma durante la notte, rompendo la grata di un bagno, è scappato dall'ospedale e da allora niente più notizie. Cristian, con gli occhi azzurri, i capelli biondi, alto 1.85 metri, quando è scomparso non aveva con sé cellulare o documenti di identità. Nella sua stanza di ospedale ha lasciato tutto; persino un borsone con all'interno vestiti. Al momento della scomparsa indossava maglietta bianca con scritte nere sul davanti, pantalone da ginnastica grigio chiaro, scarpe da ginnastica di colore nero. Secondo quanto hanno raccontato i parenti più volte ascoltati dagli inquirenti in questi tre anni, Cristian aveva da poco fatto un tatuaggio raffigurante un rosario sull'avambraccio destro, mentre ne aveva un altro datato, raffigurante un personaggio del cartone animato «Lupin» sul tricipite destro.
 Ultimo aggiornamento: 13 Febbraio, 18:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA