Il giardino «distratto» della scuola rinato con il lavoro dei migranti

Il giardino
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di Marilù Musto

 «Il fatto è che Caserta è piena di ex», scriveva Antonio Pascale nel suo libro “La città distratta”. E gli ex ci sono ancora, ma possono anche tornare al vecchio splendore. E forse meglio di prima. Come l’ex giardino abbandonato della scuola dell’infanzia «Collecini», nel rione Puccianiello, che rinascerà con un prato e giochi nuovi, dopo la chiusura per ben due anni dello spazio verde dedicato ai bambini.

I giochi erano rotti e non sicuri, la recinzione era pericolosa e le radici dei grandi alberi si erano fatte spazio fra le panchine carenti di manutenzione. Più che un'area verde era diventata la Foresta proibita del Castello di Hogwarts di Harry Potter, dove mancava solo l’Ippogrifo. Ora, la musica è cambiata. Proprio i piccoli alunni hanno dato il via ai lavori posando la prima pietra al centro del giardino, imitando il sindaco della città con tanto di fascia tricolore e la  ministra dell’Istruzione. Un “miracolo attento” e per nulla distratto reso possibile grazie alla comunicazione produttiva fra il Comitato Città viva, la scuola Collecini (con la referente del plesso, l’insegnante Anna Daniele) e il sindaco di Caserta, quello vero, Carlo Marino. In realtà, il Comune in collaborazione con l’Istituto Collecini diretto da Angelina Di Nardo, ha vinto anche il bando “Scuola viva” che permetterà di ritinteggiare il cancello del plesso.
 

Canti, dolci e applausi hanno aperto la prima fase di ristrutturazione con l’obiettivo entro l’11 maggio di rendere il giardino sicuro, accogliente e a misura di bambino. Il cantiere inaugurato oggi a Puccianiello fa parte dei percorsi di inclusione sociale che la rete del progetto Sprar porta avanti: il Comune è l’ente capofila assieme al Centro Sociale Ex Canapificio, il comitato Città viva e la Caritas, oltre che all’istituto comprensivo Collecini-Giovanni XXIII.  Lo Sprar permette di ospitare 200 migranti in veri appartamenti e non in quartieri-ghetto. In cambio, i migranti offrono la loro partecipazione alla vita cittadina. Sono infatti gli “autisti” del progetto Piedibus. E oggi, accanto all’assessore addetto all’edilizia scolastica e al patrimonio del comune di Caserta, Alessandro Pontillo, e a Virginia Crovella dell’associazione Città viva, c’erano anche Anthony e Christian, due ragazzi di colore, operatori dell' accoglienza in Italia. Entrambi insegnano inglese e francese ai più giovani. Con loro, tutti gli alunni della scuola e della prima elementare, questi ultimi ospitati nel plesso dell’Infanzia per carenza di aule. Si spera che  l’intervento possa interessare anche la scuola elementare dello stesso rione. Intanto, una città “attenta” e non “distratta” è possibile, nonostante gli ex.
Martedì 17 Aprile 2018, 13:34 - Ultimo aggiornamento: 17-04-2018 16:15


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