Ferragosto, Salvini a Castel Volturno: il ministro rinuncia al comizio e al party ma sarà al comitato

Mercoledì 14 Agosto 2019 di Vincenzo Ammaliato
Lungo il cancello d'ingresso del lido Fontana Bleu a Castel Volturno ieri mattina erano scomparsi i palloni e i manifesti col volto sorridente del ministro degli interni Matteo Salvini affissi qualche giorno prima e che annunciavano la festa di ferragosto con ospite speciale. Nel 2015 il lido era stato sequestrato e poi dissequestrato dalla procura Antimafia di Napoli. Non si esclude che la circostanza sia stata fatta presente al capo del Viminale. Alle 12, poi, è stato Salvatore Mastroianni, il commissario provinciale del partito della Lega ad annunciare che il suo leader politico, o meglio lo staff del capo della Lega, aveva deciso di annullare l'evento in spiaggia, col previsto bagno di folla coi militanti e simpatizzanti della Lega.

LA COMUNICAZIONE
«Improrogabili e sopraggiunti impegni istituzionali impediscono la presenza al lido, dovuti anche al prolungarsi della crisi politica con l'alleato di governo e chiedono la presenza fisica di Salvini a Roma», è stata la dichiarazione ufficiale. La doccia fredda per i leghisti casertani è arrivata un'ora dopo, quando è stata data comunicazione dell'annullamento dell'unico evento pubblico del tour domiziano di Salvini, il comizio previsto sempre a ferragosto, alle 20.30 a Baia Domizia. A questo punto c'è stato anche chi ha ipotizzato che saltasse l'ultimo impegno rimasto in piedi, il comitato d'ordine pubblico e sicurezza che il capo del Viminale ha in programma alle 11 nella scuola d'addestramento della forestale a Castel Volturno coi vertici delle forze dell'ordine della provincia di Caserta. Ma alle 17 il ministero degli interni ha diffuso il comunicato stampa col quale ha confermato almeno questo evento. Resta l'amaro in bocca ai tanti salviniani.

 

IL PRECEDENTE
Il capo della Lega è già stato una volta a Castel Volturno nel 2017. Ma all'epoca era all'opposizione e disse che se fosse stato al governo avrebbe saputo cosa fare per l'area Domiziana. Eppure, da un anno e tre mesi, da quando detta l'agenda al primo governo giallo verde d'Italia, di Castel Volturno nessuno lo ha mai sentito parlare, nonostante qui ci sia il più alto numero sia in valori percentuali, sia assoluti di stranieri irregolari. A margine del comitato d'ordine pubblico sarà presentato alla stampa il documento: «Un anno di Viminale», con le principali azioni di polizia eseguite in Italia. Ebbene, quante di queste, nonostante Castel Volturno sia piegata da uno stato d'illegalità diffusa dalle proporzioni di città metropolitana, sono state eseguite nell'area Domiziana? E i militari votati dal parlamento a gennaio che avrebbero dovuto sostenere le scarse forze di polizia locali nel contrasto alla mafia nigeriana? Per questo progetto pare non ci sia copertura finanziaria e per questo il ministro Trenta non firmi il decreto.
LE ASPETTATIVE DISATTESE
Insomma, ancora una volta, come succede da almeno trenta anni da queste parti, scelte e volontà politiche che non danno risposte alla città di Castel Volturno. Qualcuno sperava che col tour domiziano del vice primo ministro potesse cambiare qualcosa, che s'invertisse il trend dell'isolamento istituzionale. Ma c'è crisi politica a Roma, e Castel Volturno e il suo delirio costante magari verranno dopo. Come vengono dopo ormai da sempre per la politica italiana. All'orizzonte si prevede una nuova campagna elettorale.
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