Incidente sul lavoro a San Felice a Cancello,
Agostino muore travolto dal muletto

Sabato 26 Giugno 2021 di Gabriella Cuoco
Incidente sul lavoro a San Felice a Cancello, Agostino muore travolto dal muletto

Un tragico destino quello della famiglia Papa. Nessuno avrebbe mai immaginato che Agostino sarebbe morto proprio come lo zio, in un incidente sul lavoro all'interno del capannone di famiglia. Erano all'incirca le 14,30 di ieri, quando il 50enne, molto conosciuto a San Felice a Cancello per essere un grande lavoratore e un padre molto presente, originario della frazione Cave, è stato travolto dal muletto che stava guidando all'interno della sua azienda di via Napoli, la «Edil Giovanni».

Aveva da poco lasciato la moglie Patrizia e le due figlie minorenni a Montedecoro a Maddaloni, dove risiedono da anni in una villetta che aveva acquistato anni fa, e come faceva abitualmente ogni giorno, si è allontanato per terminare alcuni lavori nell'azienda di famiglia. Quando è stato travolto dal muletto in fase di carico che gli si è ribaltato addosso, Agostino si trovava nel retro del capannone. Era solo e stava spostando alcuni blocchi di ferro che dovevano essere sistemati. L'uomo non è riuscito nemmeno a chiedere aiuto, in quanto c'era molto rumore per lo scarico di diversi materiali. Ogni venerdì, all'interno dell'azienda, abitualmente vengono effettuati lavori extra di sistemazione. Per liberarlo dal carrello che lo aveva inghiottito completamente, alcuni dipendenti hanno dovuto usare un altro muletto, ma il 50enne era già morto. È deceduto sul colpo.

Da una prima analisi esterna, effettuata dai sanitari dell'ambulanza del 118 dello Psaut dell'ospedale «Ave Gratia Plena», l'imprenditore è morto a causa dello schiacciamento della cassa toracica. La salma, su disposizione dell'Autorità giudiziaria, è stata trasferita al reparto di Medicina legale dell'ospedale «Sant'Anna e San Sebastiano» di Caserta dove nei prossimi giorni sarà sottoposta ad esame autoptico. Sul posto, sono giunti allertati da alcuni operai, sia i carabinieri della stazione locale che gli agenti del commissariato di Polizia di Stato di Maddaloni; le indagini, però, sono state affidate ai militari dell'Arma che, già nel pomeriggio, dopo qualche ora dalla tragedia, hanno provveduto a sequestrare i filmati di telecamere private presenti in zona e quelle all'interno del capannone. Ma non solo, alcuni lavoratori sotto choc sono stati interrogati e altri saranno sentiti nella mattinata di oggi. 

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Nel 2002, nello stesso deposito morì anche uno zio che portava il suo stesso nome; rimase travolto da un camion durante una manovra all'interno del cortile posteriore. Il fratello, invece, alcuni anni fa morì in un tragico incidente lungo l'Appia a Maddaloni. L'azienda, che era intestata al 50enne, porta infatti il nome del congiunto deceduto. L'imprenditore, lascia la moglie Patrizia e tre figli. Il suo primogenito qualche anno fa, fu coinvolto in una vicenda giudiziaria.

Era alla guida di un'auto che travolse e uccise sull'Appia un giovane avvocato. Qualche settimana dopo morì anche un altro ragazzo che si trovava all'interno della sua vettura. Appena appreso la notizia la moglie e altri parenti di Agostino si sono precipitati sul posto. Nessuno credeva a quanto gli era stato raccontato solo telefonicamente e in maniera frettolosa. La moglie ha accusato malore ed è stato necessario l'intervento dei camici bianchi del 118, che hanno provveduto a rianimarla. 

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