In marcia contro la centrale elettrica,
bloccato lo svincolo dell'autostrada

Domenica 26 Gennaio 2020 di Antonio Borrelli
In marcia contro la centrale elettrica, bloccato lo svincolo dell'autostrada

Si leva dal cuore dell'alto Casertano l'urlo di protesta delle comunità locali contro il rischio di abuso ambientale per la costruzione di un nuovo impianto energetico. Maltempo e pioggia non hanno fermato le centinaia di persone che sono scese in strada a Vairano Scalo, capace di bloccare il traffico per ore in uno snodo viario strategico come quello del casello autostradale di Caianello.

Studenti, comitati ambientalisti, collettivi autonomi, comitato agricoltori di Presenzano, Medici per l'Ambiente, Stop Biocidio, Mamme per la Salute ma anche il vescovo Giacomo Cirulli, molti dei sindaci del territorio, arrivati in fascia tricolore, consiglieri regionali e parlamentari. Tutti insieme hanno colorato le strade e rivendicato la necessità di prendere decisioni per il bene della propria terra, sullo sfondo di un serpentone di circa venti trattori, simbolo della realtà contadina dell'area geografica.

Il messaggio è stato indirizzato alla Edison e ai dicasteri di Ambiente, Salute e Sviluppo Economico, enti interessati dalla realizzazione della centrale turbogas da 800 megawatt a Presenzano. A dare man forte alle comunità c'erano rappresentanti delle istituzioni del Molise, che insieme al Casertano condivide il destino di essere stata individuato come la culla per accogliere l'impianto. «La beffa per cittadini e sindaci attacca Gaetano Rivezzi dei Medici per l'Ambiente - è che il territorio della piana Venafrana e alto Casertano riceverà solo danni, in quanto l'impianto pare che stia per sorgere solo per gli incentivi economici che potrebbero intascare i soci Edison e per immettere in atmosfera ulteriori emissioni che influenzeranno negativamente il clima».

In più occasioni la Edison si è soffermata sulle garanzie ambientali della centrale, il cui piano di lavoro avrebbe subito modifiche migliorative per aggiornare tecnologicamente il primo progetto autorizzato nel 2011 e adeguare la centrale termoelettrica alle migliori tecnologie disponibili a livello europeo. La società aveva sottolineato «l'utilizzo limitato della risorsa idrica e emissioni di ossidi di azoto inferiori di oltre il 60% rispetto agli attuali impianti a ciclo combinato della stessa taglia. L'elevato rendimento energetico, pari a circa il 63%, consentirà emissioni specifiche di anidride carbonica inferiori del 40% rispetto alla media del parco termoelettrico italiano».

Spiegazioni che non hanno fatto breccia tra sindaci e residenti. «Una decina di sindaci spiega Rivezzi - hanno chiesto (invano) una valutazione dell'impatto sanitario che la Edison non ha voluto produrre a Caserta, mentre lo ha redatto per l'impianto gemello costruito a Venezia nel 2017. Appare assurdo che il parere contrario dell'Asl di Caserta sia stato nascosto nelle conferenze dei servizi».
 

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