Ressa di visitatori notturni,
la Reggia di Caserta chiude

Lunedì 12 Agosto 2019 di Lidia Luberto
Notte di San Lorenzo alla Reggia di Caserta: la proposta era quella di osservare il cielo nel silenzio e nell'oscurità della prima parte del parco, dal prato del primo rondò, accompagnati dalla esperienza e dalla competenza dei volontari dell'Associazione dell'Arma aeronautica e dell'Associazione Astronomica Umac. Una narrazione nuova del cielo e dei suoi segreti per apprezzarne di più le caratteristiche. Una opportunità, peraltro già sperimentata lo scorso anno con successo che hanno voluto cogliere in tanti, troppi.

 

L'APPUNTAMENTO
Così già dalle 19,30 (l'ingresso per partecipare all'evento era previsto al costo simbolico di un euro proprio a quell'ora) si è formata una lunghissima fila di persone che si snodava dai cancelli del monumento per più di 50 metri nella piazza Carlo III. Una situazione aggravata anche dal deflusso di quanti avevano trascorso la giornata nella Reggia, accessibile gratuitamente in occasione di San Lorenzo per l'iniziativa «Io vado al museo», promosso dal Ministero per i beni culturali. Un'immagine imprevista, dunque, anche perché, dato il periodo di vacanza e l'ora, non si era pensato che ci potessero essere tante persone in città e tanti appassionati. Invece, sarà stata la calura asfissiante della giornata, sarà stato il fascino della proposta e quello della Reggia da godere di notte, ma la gente è accorsa in massa.
LA CHIUSURA
L'afflusso davvero massiccio ha immediatamente messo in allarme i responsabili del monumento, prima fra tutti la stessa direttrice Tiziana Maffei, che è arrivata sul posto proprio per controllare direttamente l'andamento della serata. La situazione, con il passare dei minuti, andava, però, progressivamente peggiorando, al punto che è stata presa la decisione di chiudere i cancelli prima dell'ora stabilita. Perciò, invece delle 22,45, come era stato comunicato da programma, gli accessi si sono fermati alle 22. Una decisione che ha fatto montare la rabbia dei visitatori, molti dei quali erano arrivati anche da fuori città. Polemiche, spintoni, proteste, ai cancelli mentre volavano accuse nei confronti della direzione, dei dipendenti, della organizzazione. Inevitabile, dunque, il ricorso alle Forze dell'ordine che sono state chiamate dai responsabili. Non prima, però che la stessa direttrice, fosse scesa fra la gente per cercare di spiegare la necessità di quella scelta, per calmare gli animi, per stabilire un colloquio con i molti presenti.
LA RASSEGNAZIONE
L'intervento e le parole della direttrice hanno convinto i più che hanno capito e si sono allontanati, delusi e rassegnati, ma con senso di responsabilità, ma non sono riusciti a sedare gli animi di altri che hanno manifestato anche in modo vistoso la propria rabbia. Solo più tardi e con l'aiuto dei tanti volontari impegnati nella manifestazione e degli agenti accorsi nella piazza è stato possibile riportare l'ordine e la calma. Così, mentre all'intero, i più fortunati hanno potuto guardare le stelle anche distesi sul prato, cercando di individuare quella cadente per esprimere il proprio desiderio, i meno fortunati o più ritardatari si sono dovuti accontentare della pizza Carlo III, che ha assunto un'immagine insolita. Centinaia di persone, che evidentemente erano arrivate attrezzate, si sono distese sul manto verde della piazza più grande d'Italia a guardare il cielo e a godere del fresco, birra in mano, risate, qualche chitarra, qualche panino, per una serata speciale che ha trasformato lo spazio antistante la reggia in una sorta di nostrano Hyde Park da condividere con gli amici.
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