Lascia la moglie, poi liti e denunce
Il Gip: «Sindaco lontano dalla donna»

di Mary Liguori

«Non ha alcun compagno e non rilascia dichiarazioni nel rispetto della privacy dei figli minorenni e delle indagini tutt'ora in corso. Oltretutto si trova in un momento della sua vita particolarmente drammatico». Per conto dell'ex moglie del sindaco di Cesa, Enzo Guida, parla l'avvocato Pasquale Altamura che la sta rappresentando nella causa civile di separazione dall'esponente del Pd.

Dopo la divulgazione della notizia del divieto di avvicinamento spiccato nei confronti del sindaco e di suo padre, si è scatenato un polverone, forse evitabile, che ha portato la donna a correre ai ripari. Secondo l'avvocato che cura la pratica di separazione in definizione dinanzi al tribunale civile di Napoli Nord, «molte notizie false sono state divulgate sul conto della mia assistita, in primis in relazione all'esistenza di un compagno che la signora non ha». D'altronde, l'«esistenza» smentita di un compagno è proprio l'oggetto delle diffamazioni denunciate dalla donna. Da quanto si è appreso, le lettere minatorie e i profili falsi creati su Facebook avevano contenuto diffamatorio, nei suoi confronti e nei confronti di un dirigente locale del Pd, ma anche tono persecutorio, tant'è che il gip Paone ha inteso emettere nei confronti del sindaco un divieto di avvicinamento ai luoghi solitamente frequentati dalla donna.

Lo stesso gip, però, ha per due volte respinto la richiesta di arresto che la procura di Napoli Nord - diretta da Francesco Greco - ha avanzato nei confronti del sindaco, ritenendo che la misura cautelare richiesta fosse eccessiva. Tuttavia, sulla scorta delle indagini partite dalle denunce sporte dalla donna, si è istruito un fascicolo tale da portare alla misura di divieto di avvicinamento. Per il giudice per le indagini preliminari, evidentemente, esiste un concreto rischio di reiterazione del reato dal momento che, reiterate, sono state le denunce con le quali la donna ha ricostruito le persecuzioni che avrebbe subito dall'ex marito e dall'ex suocero. Agli atti ci sono i contenuti postati on line da utenti falsi di Facebook e spammati in gruppi web solitamente visionati da cittadini di Cesa. Ma ci sono anche delle lettere diffamatorie che, secondo l'accusa, sarebbero state divulgate dal padre del sindaco. Missive anonime nelle quali si fa riferimento a tresche a quanto pare inventate con lo scopo d screditare la figura della donna, in una fase in cui si stava separando dal marito.

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Domenica 7 Gennaio 2018, 14:05 - Ultimo aggiornamento: 07-01-2018 15:08
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