Lavavetri africano investito al semaforo,
il pm chiede 30 anni: «Fu omicidio»

Martedì 12 Novembre 2019
Il pm della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere Annalisa Imparato ha chiesto 30 anni di carcere per Giovanni Buonanno, 22 anni, accusato dell'omicidio del 29enne senegalese Modou Diop, avvenuto nel febbraio di quest'anno a un semaforo del comune di San Nicola la Strada, dove la vittima faceva il lavavetri. Il processo si sta celebrando con il rito abbreviato.

Secondo l'accusa, Buonanno avrebbe investito intenzionalmente con la sua auto Diop in seguito ad una lite avvenuta poco prima; il 29enne senegalese morì all'ospedale di Caserta per le ferite riportate. In un primo momento la Procura di Santa Maria Capua Vetere ipotizzò l'omicidio stradale, poi le indagini della Squadra Mobile di Caserta, che estrapolò le immagini di alcune telecamere di videosorveglianza presenti in zona che riprendevano l'auto dell'imputato e quella di un gruppo di amici, accertarono che si era trattato di omicidio volontario. Il fatto si verificò in viale Carlo III, alla rotonda di San Nicola la Strada, luogo solitamente frequentato da immigrati africani che lavano i vetri delle auto che si fermano ai semafori e vendono fazzolettini. Spesso avvengono liti e discussioni tra immigrati e automobilisti che non vogliono farsi lavarsi vetri, cosa che sarebbe avvenuta anche tra Buonanno e Diop, che avrebbe colpito l'auto di Buonanno con un pugno.

Il 22enne, di Marcianise, secondo la Procura, avrebbe fatto finta di investire Diop per poi andarsene, quindi poco dopo sarebbe ritornato alla rotonda per «vendicarsi», investendo Diop in pieno, per poi fuggire lasciandolo esanime sull'asfalto. Buonanno, incensurato, fu fermato ad aprile dalla Polizia di Stato ed è poi finito sotto processo; i suoi difensori (avvocati Massimo Trigari e Mariano Omarto) discuteranno il prossimo 17 dicembre, quindi il Gup Nicoletta Campanaro emetterà la sentenza.Ultimo aggiornamento: 13 Novembre, 08:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA