Le scorie di alluminio in fiamme
nella notte: «Sono bombe inquinanti»

Domenica 28 Novembre 2021 di Franco Agrippa
Le scorie di alluminio in fiamme nella notte: «Sono bombe inquinanti»

Ieri mattina la situazione è tornata tranquilla nello stabilimento «Laminazione Sottile» sul viale Carlo III, nella zona industriale di San Marco Evangelista, adiacente all'ex 3M, dopo l'esplosione e le fiamme che si sono sviluppate nella notte precedente in un cassone all'esterno del capannone.

L'incendio, che non ha provocato grossi danni a persone né a cose, è stato spento in poco tempo da due squadre dei Vigili del Fuoco provenienti da Marcianise, scongiurando conseguenze più gravi. A prendere fuoco sono state le scorie di alluminio che, liberando idrogeno e a contatto con l'acqua, sono facilmente infiammabili. Nei primi minuti dopo l'incidente, intorno a mezzanotte, si è temuto il peggio, soprattutto perché chi passava per il viale Carlo III ha notato che dallo stabilimento si sprigionavano fiamme molto alte e una densa nuvola di fumo bianca che ha raggiunto i vicini abitati di San Marco Evangelista e Marcianise. Nell'immediatezza dell'accaduto, quando non si conoscevano notizie certe, il sindaco di Marcianise Antonello Velardi, (in foto) in un post su facebook, ha diffuso la notizia affermando: «Un altro incendio nella zona industriale, stavolta a San Marco Evangelista, ai confini con Marcianise. Fiamme alte, odore acre, fumo ovunque, anche sul Vialone. Sul posto già due squadre dei Vigili del Fuoco, l'allarme è scattato poco fa. Un altro disastro ambientale, un'altra notte di sofferenza. E Marcianise sempre al centro, bombardata». Uno sfogo amaro del primo cittadino perché negli ultimi mesi diversi sono stati gli incendi nelle zone industriali dei Comuni limitrofi le cui conseguenze hanno interessato la città.

Il 16 settembre le fiamme divamparono in una fabbrica che produceva componenti per auto nella zona Asi di Teverola e per molte ore una densa nuvola nera di fumo investì anche l'abitato di Marcianise. Stesso effetto ebbe anche l'incendio scoppiato in una fabbrica di caffè nell'agglomerato industriale di San Marco Evangelista il 26 luglio. Eventi che non hanno fatto altro che aumentare il rischio di inquinamento ambientale in un territorio già insidiato da avvelenamenti industriali avvenuti nel corso di decenni di attività di fabbriche della zona industriale.

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L'industria dove venerdì notte si è sviluppato l'incendio, Laminazione Sottile, è una delle fabbriche presenti sul territorio casertano da molto tempo. Fondata a Napoli nel 1923, dall'ingegnere Massimo Moschino, Laminazione Sottile dagli anni '60 è specializzata nella realizzazione di prodotti semilavorati in alluminio e oggi è la capofila di un gruppo composto da 8 aziende, con sedi anche nel Regno Unito, Corea del Sud, Germania e Turchia, con 1300 dipendenti. Rappresenta un'azienda d'eccellenza nel campo dei laminati in alluminio e, ad oggi, fattura 470 milioni di euro l'anno. Tra le altre cose, proprio quest'anno ha pubblicato il «Rapporto di sostenibilità 2020» in cui è ribadito che il gruppo «da anni adotta una politica di attenzione agli impatti ambientali derivanti dallo svolgimento delle attività produttive, perseguendo obiettivi di sostenibilità ambientale». A settembre, il sito industriale di San Marco Evangelista ha ricevuto la visita del ministro delle sviluppo economico Giancarlo Giorgetti.
 

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