Luminarie alla rinfusa e nessuna cabina
di regia: molte strade restano al buio

Giovedì 9 Dicembre 2021 di Franco Tontoli
Luminarie alla rinfusa e nessuna cabina di regia: molte strade restano al buio

L'8 dicembre, data tradizionale per l'inizio ufficiale delle festività natalizie, al virtuale taglio del nastro il centro cittadino il vestito da Babbo Natale lo ha indossato a macchia di leopardo o di renna , un po' qua e un po' là. Non c'è uniformità, non c'è stata una cabina di comando, un gruppo sartoriale per addobbare le strade come negli anni precedenti il blocco della pandemia, la ripresa della normalità ha dato risultati disordinati.

L'addobbo di piazza Dante con l'alberone conico e luminarie di contorno offerto dalla Camera di Commercio, festoni luminosi al corso Trieste, via San Giovanni, via Redentore e piazza Duomo a cura della Confcommercio. A bocca asciutta sono rimaste, fra le strade centrali, via Mazzini e via San Carlo dove soltanto privati commercianti hanno provveduto ad abbellire le proprie vetrine, le due strade nella loro lunghezza sono rimaste senza luminarie. «Ancora ci chiediamo il perché della discriminazione dicono Armando Vollero, Marco D'Alessandro e Mario D'Anna, antiche insegne di casalinghi-regali, il primo, abbigliamento gli altri due ignorati sia da Confcommercio che dal Comune. Alcuni giorni fa avevamo sollecitato il sindaco Carlo Marino, bloccato in transito, a darci lucine natalizie, l'assicurazione immediata, dal 6 dicembre le installeranno. Nulla e c'è ancora tempo per metterle, speriamo nel recupero».


Si accennava alla uniformità degli addobbi che è mancata, un colpo lo hanno dato anche i numerosi cantieri di lavoro aperti per il restauro di facciate di vari edifici, impalcature che hanno impallato parecchie vetrine. Esempi lampanti in via Redentore, via San Giovanni, via San Carlo dove dopo anni di indifferenza c'è stato un risveglio sincrono di attività, l'avvio di lavori che ben potevano essere rinviati al 7 gennaio, un mese di sofferenze ulteriori per l'estetica della città non avrebbe aggravato la situazione che in tante altre parti è disastrosa. La prima metà della giornata, tempo incerto ma non piovoso, ha portato in strada molta gente; nel pomeriggio-sera passeggio ridotto per la pioggia presente al previsto appuntamento. Al Largo San Sebastiano tavolini affollati al caffè e sembrava estate, poi persone e parecchie con bustoni certificanti acquisti, le festosità di bambini a bordo del trenino, uguale vivacità nella Villa Comunale con le giostrine e la casette del mercatino. Nella vicina piazza Redentore in allestimento il campo di pattinaggio ghiacciato, la Reggia meno male che in anni passati aveva fatto da fondale è stata risparmiata.

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Al corso Trieste, primo tratto, dal Monumenti ai Caduti, all'incrocio con via Colombo, moderata vivacità per la chiusura delle banche e agenzie finanziarie; secondo tratto fino all'incrocio con via Vico, perdurante desertificazione commerciale e finalmente uno sprazzo di vetrine riaccese a partire dal Palazzo della Provincia condannato alla «chiusura per lutto». Vetrine nuove di zecca, quindi, di profumerie, gioiellerie e abbigliamento. «Un motivo per questi segnali di ripresa c'è osserva Antonio Natale, ditta dolciumi e distillati e di tutto ciò che si dicevano coloniali da 96 anni , la sospensione per metà della settimana della Ztl, la tollerata sosta di auto che la strada può sopportare ci stanno riportando la clientela. La controprova la registriamo dal venerdì alla domenica con lo stop alla circolazione che fa dell'intero corso un autentico deserto. Perché non rivedere il dispositivo del traffico?».

Di fronte, in diagonale, le transenne che ancora impediscono il transito dal primo segmento di via Vico a piazza Correra e, quindi, per via Roma. «Al centro sono rimasti prigionieri l'edicola Avella e il bar che una coppia di giovani volenterosi aveva aperto dallo scorso ottobre dice Massimo Sesio che con i fratelli conduce i negozi di abbigliamento col logo Charlye . Noi del versante del corso non ci possiamo lamentare, ma il transennamento per i lavori di puntello all'edificio pericolante sta soffocando gli altri commercianti».
 

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