Maddaloni, svuotacantine scatenati:
boom di microdiscariche di ingombranti

Sabato 4 Luglio 2020 di Giuseppe Miretto

Gli «svuota cantine abusivi» sono tornati. E sono più scatenati e organizzati di prima. C'è una escalation impressionante: dalla fine dal lockdown, sia nei mesi di maggio che di giugno, sono raddoppiati (rispetto all'anno scorso) i volumi di rifiuti ingombrati abbandonati in strada.

E nelle ultime 24 ore, addirittura sono stati scoperte sette discariche o punti di abbandono, accuratamente distribuiti quasi in contemporanea su tutto il territorio cittadino con l'obiettivo di occultare l'impatto degli sversamenti. C'è il danno e la beffa. Oltre alla segnalazione in Procura degli sversamenti, il comune deve farsi carico del costo della rimozione, bonifica e dello smaltimento che continua a sfiorare i 100 mila euro annui. Un dato su tutto: il territorio di Maddaloni conferisce una quantità di ingombrati, sotto forma di arredo dismesso (poltrone, mobilio, sedie tavoli, materassi), quasi pari a quello di Caserta e il doppio di Raee, cioè i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche.

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Un tempo era la vasta periferia il luogo preferito dai rigattieri abusivi provenienti anche dai comuni del vesuviano. Ora, il traffico di rifiuti speciali si è spostato anche in pieno centro. «Non è corretto e realistico parlare di sversamento abusivi di rifiuti spiega Salvatore Liccardo, assessore all'ecologia- perché siamo al cospetto di reati e di volontarie violazioni in materia di tutela ambientale del territorio e in ambito urbanistico-edilizio. Le cose vanno chiamate con il loro nome. Siamo al cospetto di delinquenti o di organizzazioni finalizzate a delinquere». Intanto, è partita l'ennesima rimozione in via Bixio, via Appia primo tratto, via Cucciarella, via Ficucella, via Pardo, via Vallone. In corso, la rimozione in via Libertà.

L'assessore Liccardi insiste e precisa: «Ci stiamo confrontando con delinquenti veri e non con i soliti incivili perché per i cittadini è attivo un servizio di ritiro domiciliare, su prenotazione, degli ingombranti oppure la possibilità di conferire, per un massimo di tre pezzi, all'isola ecologica». Oltre a pagare i danni, denunciare e bonificare, il comune tenta di organizzare un'azione di contrasto. Gli addetti ai lavori l'hanno ribattezzata «operazione vintage». Si tratta di una messa in campo dalla Polizia Muncipale, coadiuvata dalla guardia ambientali volontarie (Gav) per ridurre e contenere questa diffusa pratica illegale. Quello che il comune non dice è che, in collaborazione con le forze dell'ordine e dell'Esercito, continua l'azione di repressione e controllo dei reati ambientali anche o soprattutto presso aziende e artigiani impegnati in attività manifatturiere e di manutenzione soprattutto di autoveicoli. Nel mirino tutte le attività dedite alla compravendita di oggetti usati, servizi di trasloco e facchinaggio, senza alcuna iscrizione all'albo gestori ambientali, che possono svolgere attività di movimentazione di rifiuti non autorizzata. Intanto, il «Nucleo ambiente e territorio» dei vigili urbani, coordinato dal capitano Nicola Della Peruta, soprassiede al controllo dei siti a rischio e al sequestro di tutti i veicoli utilizzati per il trasporto rifiuti. Continua pure l'aggiornamento della «perimetrazione delle aree a rischio». Individuate le strade di campagna e interpoderali da sottoporre ad «accesso interdetto ai non autorizzati».la prima grande strada-discarica candidata alla chiusura è via Carrarone II tratto: l'area perimetrale alla caserma Magroni e via Forche Caudine è da anni resa impraticabile dalle discariche e dalle frequenti combustioni dei rifiuti.

Ultimo aggiornamento: 19:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA