Maltempo su Castel Volturno:
crolli sulla spiaggia di Bagnara

Mercoledì 14 Ottobre 2020 di Vincenzo Ammaliato

Le prime avvisaglie dei nuovi crolli sulla spiaggia di Bagnara a Castel Volturno si ebbero già all'inizio della stagione fredda dello scorso anno, poco dopo gli abbattimenti dei ruderi della primavera del 2019. Con le mareggiate di questo autunno, il mare sulla costa a nord di Castel Volturno, al confine col territorio di Mondragone, ha iniziato a ingoiare la linea di ville successive e si stanno verificando costantemente nuovi crolli. 

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Eppure, quando le istituzioni, con il governatore della Campania Vincenzo De Luca in testa, presenziarono alla demolizione delle sei ville erose dal mare, i residenti dell'area lo predissero. Non festeggiarono l'evento, piuttosto spiegarono che in assenza di una scogliera sarebbe stato opportuno lasciare i ruderi al loro posto, in modo che avrebbero fatto da barriera alla linea successiva di abitazioni. Gli abitanti di Bagnara ovviamente non hanno competenze tecniche, ma subiscono il fenomeno dell'erosione della costa da circa vent'anni, da quando il mare è avanzato verso le loro case di almeno cento metri. «Prima si doveva fare la scogliera, poi gli abbattimenti», sottolineano oggi con desolazione i volontari dell'associazione di decoro urbano dell'area, Bagnara Che vive. Lo dissero anche nella primavera del 2019, ma nessuno li ha ascoltati. Eppure, il progetto da 5milioni d'euro per la realizzazione della barriera a mare per contrastare l'erosione è pronto da molti anni. Il suo finanziamento entrò anche nel protocollo d'intesa firmato ormai nel lontanissimo febbraio del 2017 fra il comune di Castel Volturno, la Regione Campania e lo Stato. Ma prima che la burocrazia compia tutti i suoi passi, c'è il rischio che della spiaggia di Bagnara resti poco più che un ricordo. Da anni è ridotta a una larghezza di pochi metri, con una dozzina di ruderi piantati al centro dell'arenile a simbolo del fallimento delle istituzioni. Prima di quelle che avrebbero dovuto controllare affinché in zona non si costruissero abitazioni senza regole urbanistiche. Poi, di quelle che non sono state in grado di tutelare la salute pubblica della gente della zona, messa costantemente a rischio dalle case erose che crollano una dietro l'altra, e dare risposte in tempi ragionevoli in chi ha abitazioni regolari. Dodici erano i ruderi da abbattere con il progetto preparato dalla passata amministrazione comunale. Nel maggio del 2019 ne furono demolite la metà, per una spesa di circa 500mila euro, finanziato dalla Regione. Da allora, però, non c'è stato più alcun altro intervento sulla spiaggia di Bagnara; nessun mezzo meccanico in azione, nessun progettista a verificare la possibilità di interventi. Soltanto la furia della natura, che con la sua violenza restituisce parte di quella distruzione del territorio perpetuato dalla mano umana con azioni e omissioni. Intanto, Giuseppe Scialla, ex assessore ai Lavori pubblici denuncia il rischio che i finanziamenti per i nuovi abbattimenti vadano persi. «È passato già un anno e mezzo dalle prime demolizioni - dice - e da allora null'altro né si sa del progetto della scogliera, per il quale occorreva una relazione propedeutica del municipio alla valutazione d'impatto ambientali. Ma l'amministrazione attende l'approvazione del bilancio per reperire i circa 40mila euro necessari alla preparazione dell'atto, quando tali fondi si sarebbero potuto recuperarli con strumenti più rapidi».

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