Dirigente Comune presente in ufficio,
ma era stato arrestato tre ore prima

Venerdì 13 Settembre 2019 di Franco Agrippa
MARCIANISE - Sui tabulati delle presenze dei dipendenti comunali di Marcianise, venerdì scorso, stranamente, figurava la timbratura in entrata del dirigente del settore tecnico, l'ingegner Gennaro Spasiano. Stranamente, perché proprio venerdì, al tecnico comunale era stato notificato un provvedimento restrittivo da parte della Guardia di Finanza di Caserta nell'ambito di un'indagine della Procura di Santa Maria Capua Vetere. Ad accorgersi dell'anomalia il segretario generale del Comune, Onofrio Tartaglione, il quale non credeva ai suoi occhi e non riusciva a spiegarsi come fosse stata segnata quella presenza.
 
Anche perché per i dipendenti le presenze vengono registrate, attraverso la strisciata del badge, da orologi digitali che non possono essere manomessi. Senza perdere tempo, allora, il segretario avviò subito i provvedimenti disciplinari nei confronti del dirigente, con una sospensione e l'invio degli atti alla Procura della Repubblica e alla Corte dei conti.

Nella mattinata del 6 settembre scorso, Spasiano si trovava sicuramente presso la propria abitazione dove, alle prime luci dell'alba, ebbe la visita dei militari della Guardia di Finanza che gli notificarono il provvedimento di arresto. Stesso provvedimento notificato anche all'imprenditore Giuseppe Barletta, patron del gruppo industriale che gestisce l'Interporto Sud Europa di Maddaloni-Marcianise, piattaforma per la logistica e il trasporto merci tra le più grandi del Mezzogiorno, all'amministratore delegato della società, Antonio Campolattano. I reati contestati dalla Procura sammaritana al dirigente comunale sono di abuso d'ufficio e falso ideologico. In particolare, riguardano i permessi a costruire, ritenuti illegittimi, rilasciati dal Comune di Marcianise alle società del gruppo imprenditoriale per la realizzazione di capannoni industriali poi acquistati da importanti multinazionali. Un'inchiesta partita già da qualche tempo e nell'ambito della quale il patron dell'Interporto fu arrestato già nel marzo scorso. I nuovi sviluppi dell'indagine avrebbero approfondito le responsabilità del Comune che portarono ai provvedimenti cautelari di venerdì scorso e al sequestro un edificio commerciale facente parte del Centro Campania e tre capannoni prefabbricati ubicati nell'Interporto. Dunque, se era stato arrestato Spasiano non poteva aver timbrato la sua presenza in ufficio.

Il segretario comunale ha anche inviato gli atti all'Ufficio Provvedimenti Disciplinari per valutare le sanzioni da adottare, avviando un'indagine interna. La timbratura del cartellino del dirigente comunale, dai tabulati delle presenze, segna le ore 8,03, per cui qualcuno avrebbe strisciato il badge al suo posto evidentemente non essendo al corrente della «impossibilità» del titolare. Una pratica illecita che potrebbe essere stata utilizzata anche altre volte da parte del dirigente e che coinvolgerebbe anche altre persone. Ad accertare eventuali responsabilità di terzi sarà, ora, la Polizia giudiziaria che svolgerà le dovuti indagini. Oltre alle accuse formulate dalla Procura per l'indagine sui permessi a costruire rilasciati dal Comune all'Interporto, Spasiano si dovrà difendere anche dall'ulteriore denuncia che il segretario Tartaglione ha presentato sulla timbratura del badge venerdì scorso. Contestazioni che potrebbero portare ad una sanzione molto grave, come quella del licenziamento, per entrambi, sia per il dipendente che avrebbe timbrato al posto del dirigente che per quest'ultimo. © RIPRODUZIONE RISERVATA