Mario Pio, la verità dall'autopsia.
E partono nuovi interrogatori

Venerdì 7 Settembre 2018 di Mary Liguori
La verità emergerà solo in parte dall'autopsia eseguita ieri all'Istituto di medicina legale di Caserta. Sarà possibile stabilire, dagli esami, se oltre al colpo di pistola che l'ha ucciso sul corpo di Mario Pio c'erano altre ferite, segni di colluttazione che potrebbero essere sfuggite all'analisi cadaverica esterna. Ma, soprattutto, i medici legali dovranno mettere nero su bianco ciò che sin da subito è sembrata una certezza: a premere il grilletto è stato Mario Pio e non qualcun altro.

Fatto ciò, sarà il tempo solo del dolore. Per l'intera città di Marcianise, che oggi darà il suo ultimo saluto al 22enne. Ma sarà anche il momento della verità perché se è vero che Mario si è suicidato è altrettanto vero che le ragioni del suo gesto restano avvolte nel mistero. Un mistero che la Procura intende chiarire con la stessa energia profusa nei giorni scorsi quando ogni sforzo è stato profuso per cercare Mario Pio dopo che si è allontanato di casa venerdì per non farvi più ritorno.
 
Sono diversi i nodi che il pm Armando Bosso, della Procura coordinata da Maria Antonietta Troncone, intende chiarire nel suo lavoro di indagine delegato ai carabinieri della compagnia di Marcianise, diretta dal tenente Marco Busetto.

In primis i magistrati interrogheranno di nuovo l'amico di Mario Pio che, immediatamente dopo avere appreso della scomparsa del giovane, ha riferito a suo padre il contenuto di una telefonata risalente con tutta probabilità ai minuti precedenti la morte. «Mario Pio mi ha detto di essere preoccupato, aveva paura perché aveva visto una cosa che non avrebbe dovuto vedere». L'amico, quasi sicuramente, non sa a cosa facesse riferimento il 22enne con quelle frasi allarmanti, ma la Procura, che indaga per istigazione al suicidio, cercherà di scoprirlo scandagliando tutti i contatti della vittima, i suoi incontri nei giorni precedenti la scomparsa, e il luogo di lavoro che ha frequentato fino a due mesi fa.

La sequenza dei fatti rende la vicenda molto ingarbugliata. Il 27 e il 28 agosto Mario Pio è andato a esercitarsi al poligono di tiro di Centurano, a Caserta, e ha preso il porto d'armi per uso sportivo ritirato al commissariato di Marcianise quello stesso pomeriggio.

Qualche minuto prima delle 20 del 31 agosto, giorno della scomparsa, ha acquistato una pistola Beretta 92 in un'armeria di Teano. Era spaventato, Mario Pio, tanto da togliersi la vita, ma forse si era armato per difendersi da qualcuno che costituiva una minaccia, per lui o per i suoi cari. Ipotesi tutte al vaglio degli investigatori che stanno lavorando senza sosta ormai da giorni. A breve sarà analizzato il contenuto del pc e del telefonino del giovane. Ultimo aggiornamento: 12:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA