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Massacrato di botte, muore in ospedale: irreperibile la sua donna

Venerdì 12 Agosto 2022 di Gabriella Cuoco
Massacrato di botte, muore in ospedale: irreperibile la sua donna

Lo chiamavano lo «zingaro» proprio perché andava raccattando cose vecchie un po' dappertutto, persino nelle discariche a cielo aperto e nei mercatini del circondario a pochi spiccioli, per poi rivenderle a costo triplicato. Pasquale Cattolico, personaggio conosciuto dalle forze dell'ordine sia sul territorio calatino ma anche in quello acerrano (dove aveva qualche familiare) per il suo fare un po' esuberante e bizzarro specialmente nel modo di acconciarsi, e che avrebbe compiuto 81 anni a settembre, è morto nella tarda mattinata di ieri all'ospedale Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta, dopo una lunga notte di agonia nel reparto di Rianimazione, dove è arrivato in codice rosso.

L'uomo sarebbe stato vittima di una violenta rapina in casa, sfociata poi nel sangue, e sarebbe morto a seguito di una serie di percosse riscontrate sul corpo, in particolare sul volto e in capo, nella parte destra, già emerse in un primo soccorso avvenuto da parte dei sanitari dell'ambulanza del 118 di Maddaloni, allertati da alcuni vicini di casa, che a loro volta hanno avvisato i parenti. Gli operatori sono prontamente intervenuti insieme agli agenti del commissariato di Polizia di Stato di Maddaloni, che hanno posto sotto sequestro l'appartamento. L'uomo, che era agli arresti domiciliari dallo scorso mese di marzo, con l'accusa di ricettazione, al civico 47 di via Baldina, strada di campagna che unisce via Cancello a via Forche Caudine, dopo un primo fermo avvenuto nel 2018 per un cumulo di condanne, nel momento dell'aggressione avvenuta nella notte tra mercoledì e giovedì, era solo anche se, da fonti ufficiali, conviveva da oltre cinque anni con una donna, di circa sessanta anni, di nazionalità ucraina.

La donna che faceva la badante di notte presso un'abitazione non poco distante, fino alla tarda serata di ieri, era scomparsa nel nulla. La cosa strana, almeno per gli inquirenti, è che secondo quanto hanno raccontato parenti dell'uomo e vicini di casa - solitamente rientrava di buon'ora la mattina, ma non è stato così nella giornata di ieri. Pasquale è stato ritrovato riverso sul pavimento della cucina, con il pigiama addosso. All'arrivo dei soccorsi, respirava a fatica ed è stato trasportato d'urgenza al pronto soccorso del nosocomio del capoluogo, dove le sue condizioni sono state giudicate sin da subito molto delicate e gravissime. Dopo aver combattuto tra la vita e la morte per diverse ore, ha avuto un arresto cardiaco a causa di un'emorragia cerebrale, forse collegate alle botte subìte appunto al capo, che lo ha stroncato.

Non si esclude che gli aggressori abbiano usato qualche spranga di ferro o qualche utensile presente in casa. Il commerciante di cose vecchie ed usate, che frequentava molte persone di nazionalità straniera non solo a Maddaloni ma anche a Caserta, vicine e amiche della sua compagna, secondo una prima ricostruzione effettuata dai poliziotti della squadra mobile della questura di Caserta, che stanno indagando a trecentosessanta gradi sul caso insieme al commissariato di Maddaloni, avrebbe reagito alla rapina nonostante gli acciacchi legati alla sua età. Non si esclude, infatti, che la morte dell'anziano possa essere sopraggiunta per le cattive condizioni fisiche e che l'aggressione sia stata una concausa del decesso.

La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha comunque disposto, nel primo pomeriggio di ieri, il sequestro della salma: nella giornata di domani sarà resa ufficiale la data dell'autopsia sul corpo di Pasquale Cattolico, per cercare di far emergere qualche dettaglio, che possa dare una mano agli inquirenti, che non riescono a far luce su un episodio macchiato di sangue, ma che potrebbe far venire a galla un vero e proprio omicidio premeditato in quanto, da una prima analisi dei fatti, all'interno dell'appartamento dell'uomo mancavano solo pochi spiccioli. Due le piste investigative, almeno fino alla tarda serata di ieri, seguite con estrema attenzione: una è quella della rapina finita nel sangue, l'altra legata a qualche problema personale della vittima, visto i suoi precedenti, con qualche persona che gli avrebbe fatto credito e che non avrebbe mai ricevuto quanto gli spettava.
 

Ultimo aggiornamento: 08:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA