Mercato di via Ruta a Caserta, caccia ai fondi per i lavori: stop agli alimenti

Gli operatori lanciano l'appello al prefetto

Mercato, "caccia" ai fondi per i lavori stop agli alimenti
Mercato, "caccia" ai fondi per i lavori stop agli alimenti
di Nadia Verdile
Giovedì 22 Febbraio 2024, 08:21 - Ultimo agg. 14 Aprile, 14:02
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Non c'è ancora una data per la riapertura del settore alimentare della fiera bisettimanale di via Ruta, la tensione tra gli ambulanti cresce e ieri è stato proclamato lo stato di agitazione dai sindacati del settore. La chiusura, da una settimana, degli spazi destinati alla vendita dei cibi tiene fermi, per due giorni alla settimana, 13 operatori e diversi spuntisti, cioè coloro che pur avendo l'autorizzazione all'esercizio del commercio ambulante non possiedono la concessione all'occupazione del suolo pubblico nel mercato e partecipano all'assegnazione dei posti non occupati il giorno di mercato dagli operatori. Anva Confesercenti, Fiva Confcommercio e Ambulanti Confimprese Caserta hanno scritto al prefetto Giuseppe Castaldo.

«Chiediamo la convocazione di un incontro urgentissimo - si legge nella lettera firmata da Sebastiano Bernardo, Vincenzo De Matteo e Giuseppe Magliocca - al fine di conoscere il cronoprogramma dei lavori che l'amministrazione comunale di Caserta dovrà porre in essere per consentire la riapertura al pubblico del settore alimentare del mercato di via Ruta a Caserta».

La scorsa settimana Asl, Nas e Polizia Municipale avevano fatto un sopralluogo dopo l'esposto del consigliere di opposizione Pasquale Napoletano e, oltre a comminare sanzioni a sei esercenti e distruggere cibo considerato inidoneo alla vendita al pubblico, avevano intimato all'amministrazione comunale di mettere a norma gli spazi destinati al food chiudendo quella parte del mercato fino al ripristino della legalità.

«A seguito dei controlli effettuati dalle autorità preposte - continuano i sindacati -, nell'area adibita a mercato di via Ruta, è stato evidenziato uno stato dell'arte tale da non consentire le attività di vendita al pubblico del settore alimentare.

In virtù della sospensione, gli operatori commerciali muniti di autorizzazione, nonché gli spuntisti, si trovano impossibilitati ad operare e registrano mancati introiti economici; una situazione drammatica se si tiene conto dell'attuale crisi in cui versa il settore del commercio ambulante, per questo ribadiamo la necessità di avere la convocazione di un incontro e ufficializziamo lo stato di agitazione». 

Intanto, ieri mattina, in Comune il vicesindaco e assessore allo Sportello unico per le attività produttive e ai mercati, Emiliano Casale, ha incontrato i tecnici della Asl di Caserta, sia del settore veterinario sia del dipartimento di prevenzione, per individuare nel dettaglio i lavori necessari per la messa a norma dello spazio destinato alla vendita degli alimentari nella fiera bisettimanale.

«È stato un incontro proficuo e molto sereno - ha detto Casale - e insieme sono state fatte valutazioni sulle cose da fare, abbiamo recepito le indicazioni che ci sono state prescritte e abbiamo insieme considerato soluzioni. Ora bisogna predisporre il progetto e la cosa più importante è verificare la disponibilità economica, bisogna capire se rientriamo nelle cifre che abbiamo a disposizione, se rientriamo nei limiti consentiti dalla legge sui dodicesimi del bilancio per poter partire subito».

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Intanto ieri mattina spazi vuoti e mugugni da parte della clientela che ancora una volta non ha trovato i banchi di frutta, verdura, pesce, salumi. «Mi fa una certa impressione - ha detto Immacolata Russo, pensionata, che non sapeva della chiusura ed era lì con il suo carrello che è rimasto vuoto - perché io vengo sempre, da quando ero giovane, una volta alla settimana. Mancavo da due perché non sono stata bene. Che brutta sorpresa. Qua ho sempre comprato il pesce, i formaggi della signora di Castelmorrone, la frutta fresca. Speriamo che aggiustano presto però che c'erano i fossi pieni d'acqua è vero e d'estate soprattutto era sempre pieno di mosche. Magari fanno una cosa buona e l'aggiustano». Ma i tempi saranno lunghi, se si trovassero i soldi necessari per i lavori da realizzare si dovrà comunque attendere la burocrazia che in Italia è lunga, farraginosa e mai rapida. Il sopralluogo della Asl ha messo in evidenza diverse inadeguatezze, dall'assenza di fontanelle ai bagni senza acqua corrente e la necessità di pavimentazione adeguata con caditoie per raccogliere l'acqua.

«Sulla questione dei bagni chimici - ha concluso l'assessore Casale - interverremo a breve. Stiamo predisponendo la sostituzione di quelli che ci sono con altri che saranno autopulenti e avranno l'acqua. Dirò alla ditta di essere più sollecita nella pulizia ma forse sarebbe utile mettere un gettone per entrare. A volte l'inciviltà di alcuni rende invivibile la vita delle persone perbene».

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