«Mi riscatto per il futuro», detenuti
al lavoro nell'area industriale di Caserta

Venerdì 6 Dicembre 2019
Venti detenuti impiegati per lavori di pubblica utilità nell'area industriale di Caserta e Marcianise, con la possibilità di ottenere una certificazione professionale e la remissione delle pene pecuniarie, e dunque del debito con lo Stato. È il progetto «Mi riscatto per il futuro», realizzato dal Dap (Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria) e adottato con un protocollo d'intesa dall'Asi (Area di Sviluppo Industriale) di Caserta nel corso di una cerimonia tenutasi al centro orafo Tarì di Marcianise, in piena area industriale, proprio nella zona dove dovrebbero operare i detenuti. Sono coinvolti tutti gli istituti di pena campani; a lavorare saranno persone che stanno scontando la pena e che ne faranno richiesta, e che verranno individuati grazie ad un tavolo - diventerà operativo martedì 10 dicembre - formato dal presidente dell'Asi di Caserta Raffaella Pignetti, da due funzionari del ministero di Grazia e Giustizia e da due tecnici. I detenuti sosterranno corsi di formazione e poi inizieranno a lavorare. «Abbiamo un'area industriale molto estesa - spiega la Pignetti - che necessita di continua manutenzione, penso alla cura del verde, alla copertura delle buche stradali e a tante piccole opere; per questo sarà fondamentale il lavoro dei detenuti. Un progetto inoltre dalla grande valenza sociale, visto che si dà una seconda opportunità a persone che hanno sbagliato e che possono così reinserirsi in società». «Un protocollo molto importante - dice Adriana Pangia, presidente del Tribunale di Sorveglianza di Napoli - come magistrati spesso autorizziamo misure come il lavoro esterno ma per opere di poco conto, che ci rendiamo conto servono a poco. I lavori di pubblica utilità previsti dal progetto sono invece molto utili alla collettività». Per il direttore generale del Dap Riccardo Turrini Vita, «è innegabile l'importanza di impegnare i detenuti in lavori di pubblica utilità, parlare di riscatto per loro, con questo progetto, ha un significato concreto». Vincenzo Lo Cascio, responsabile del progetto per il Dap, dice che quella dell'uso di detenuti per lavori di pubblica utilità «può diventare la più grande azienda di Stato, con risparmi per gli enti pubblici. Ai tanti detenuti che vogliono cambiare vita daremo la possibilità di conseguire una certificazione professionale, per esempio da giardinieri, quindi di lavorare per enti pubblici e dopo aver scontato la pena usciranno senza debiti verso lo Stato». © RIPRODUZIONE RISERVATA