Ucciso come un boss a 29 anni,
il sospettato fuori casa da giorni

Mercoledì 11 Settembre 2019 di Biagio Salvati
Avrebbe le ore contate il presunto autore dell'omicidio di Ferdinando Longobardi, 29 anni, ucciso sotto casa con tre colpi di pistola la sera del 4 settembre a Mondragone per un motivo che al momento non è del tutto chiaro, anche se il ventaglio di ipotesi spazia dai motivi passionali a fatti di malavita.

La vittima, infatti, era un giovane che gravitava negli ambienti dello spaccio delle sostanze stupefacenti e sarebbe sceso dalla sua abitazione, andando incontro alla morte, senza tante precauzioni dopo aver risposto al citofono. È certo che Longobardi non temeva di essere ucciso, era uscito di casa in ciabatte, però aveva un coltello da cucina. Forse in casa, al citofono, ha pronunciato il nome di chi lo aspettava giù e non era solo. Anche questa potrebbe essere una traccia che ha consentito di avviare le indagini con una direzione ben definita.
 
Da alcuni giorni, intanto, una persona che sin dalle prime ore è risultata fortemente sospettata, è introvabile e non torna più a casa. I carabinieri lo cercano presso la sua abitazione e nei luoghi dove potrebbe rifugiarsi, da almeno una settimana. È sparito e questa potrebbe già essere una conferma alle indicazioni investigative. Il sospettato non avrebbe rilevanti precedenti penali, contrariamente a quelli che invece pendono su alcuni suoi parenti. Dal quartiere dei Palazzi Azzurri sono molti a notare, quasi ogni sera, il passaggio dei carabinieri che provano, anche nelle ore notturne, a cercare il sospettato irreperibile. Sul movente non ci sono certezze ma alcune ipotesi fanno a pugni con le altre: droga o questioni personali. Il cerchio intorno al sospettato però si sta stringendo sempre di più e probabilmente sarà lui stesso a riferirlo quando siederà al cospetto degli inquirenti.

Sul caso indaga la Dda di Napoli. Anche gli elementi della vita privata della vittima sono importanti per comporre il puzzle investigativo. Longobardi da quando è uscito dal carcere, stando a quanto si apprende, ha cercato di rigare dritto, lavorando di mattina in un lido, di pomeriggio in un'officina meccanica, ma è anche vero che potrebbe aver lasciato in sospeso qualche conto quando lo hanno arrestato, sei anni fa. La sua zona era piazza Marechiaro, dove pare spacciasse prima che lo prendessero. Entrano in gioco però anche gli affari della famiglia cui il probabile omicida appartiene. La svolta, a ogni modo, sembra vicina. A meno che non si aprano nuovi e imprevedibili scenari. Scarcerato appena qualche mese fa, Longobardi fu arrestato nel 2013 per fatti di droga ma in passato avrebbe avuto legami con personaggi legati al clan Pagliuca. © RIPRODUZIONE RISERVATA