«Mondragone, focolaio sotto controllo
ma ce ne saranno altri così»

Sabato 27 Giugno 2020 di Ettore Mautone

Alessandro Perrella, infettivologo del Cardarelli, componente dell'Unità di Crisi regionale, specializzato in aerobiologia, disciplina a cui guarda l'Oms per elaborare programmi e previsioni.
 


Il focolaio a Mondragone è una spia di qualcosa di più grande che sta avvenendo in Campania o un campanello d'allarme localizzato?
«È un focolaio localizzato, d'importazione. I casi sono concentrati nella comunità bulgara. Il virus è arrivato probabilmente dopo l'apertura dei confini. In un certo senso ce l'aspettavamo. Assisteremo ad altri focolai di questo tipo per l'arrivo di turisti e viaggiatori. Mi concentrerei sulla capacità di risposta della Sanità regionale».

Qual è la risposta?
«In 48 ore l'Asl di Caserta è riuscita a individuare in ospedale, senza contagiare nessuno, un caso sintomatico, ricoverato e trattato in un Covid center. Sono scattati i tamponi per oltre 700 componenti della comunità bulgara individuando 43 positivi (poco più del 5%). L'intero rione è stato dichiarato zona rossa. Si procede a macchia d'olio con analisi a cerchi concentrici diramandosi nell'albero dei contatti. Sono in corso i tamponi e i tracciamenti sulle zone limitrofe al rione e gli esercizi commerciali. I numeri sono ancora bassi. La sanità campana ha già dimostrato ad Ariano Irpino di riuscire a testare un'intera popolazione in pochi giorni».

Per Mondragone avverrà lo stesso?
«Per ora non ci sono i numeri. Si vedrà nel corso del lavoro di tracciamento, decideranno le autorità. Noi come tecnici diamo un'indicazione. A mio avviso ci sono tutti gli elementi per propendere per un focolaio ben confinato e sotto controllo».

Sarebbero utili stazioni di analisi mobili per quel territorio?
«I tamponi devono essere effettuati in maniera mirata. Chi sottoporre a prelievo nasofaringeo lo decide un medico sulla base di valutazioni epidemiologiche».

È ipotizzabile che in comunità di lavoratori e braccianti in altre aree della Campania si proceda a test e tamponi?
«Questo lo decide l'unità di crisi sulla base di alcune valutazioni che sono in corso. Potrebbe essere utile ma va deciso in base agli indicatori epidemiologici».

Su cosa si basano queste valutazioni?
«Su algoritmi, modelli matematici e utilizzo di big data a cui stiamo lavorando. Vengono inserite tutte le variabili conosciute ed elaborate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale. Ovviamente a monte c'è chi decide politicamente».

Cosa devono fare i cittadini nelle zone campane in cui la mobilità è elevata?
«Serve la responsabilità personale: mantenere le distanze, lavarsi le mani, non toccare occhi, bocca e naso. Usare la mascherina in luoghi chiusi e quando i contatti sono prolungati nel tempo. Voglio sottolineare che finora sono state assunte tempestivamente decisioni rivelatesi giuste che hanno consentito di evitare i disastri che si temevano rispetto all'elevata densità di popolazione».

Come si sviluppano i focolai, ci sono segni premonitori?
«Si sviluppano all'improvviso».

Quello di Mondragone può essere l'innesco di una nuova ondata?
«È un focolaio non autoctono. Ce ne aspettiamo altri e sono, ripeto, l'espressione della riapertura dei confini. Non sono l'inizio di nulla ma un fenomeno legato al flusso di persone che chiaramente entrano nella nostra regione. Fenomeni che nascono e muoiono. Oggi registriamo 3 positivi su 1.414 tamponi, cioè 2,1 positivi ogni mille tamponi, molto al di sotto del dato nazionale. Tutta la struttura sanitaria nazionale è allertata e ovunque nel Paese si registrano focolai del genere come in Lombardia e nel Lazio. Il virus è vivo e circola tra noi».

Un solo sintomatico nel focolaio: perché?
«Gli asintomatici che non tossiscono né starnutiscono emettono il virus in bassa quantità parlando. Più tempo si trascorre molto vicini, in casa o al lavoro, più aumenta la quantità di virus trasmesso. Col distanziamento il rischio è molto basso. Un positivo sintomatico, anche per altre patologie respiratorie, fosse pure un'allergia, tossendo e starnutendo emetterà centinaia di migliaia di particelle virali. Isolando il sintomatico il focolaio si spegne».

Il numero dei tamponi è diminuito nelle ultime settimane, perché?
«Li si fa in maniera mirata, sui sospetti, i contatti, nelle comunità che destano preoccupazioni di qualche tipo. Le regole di ingaggio delle Regioni sono cambiate. A breve avremo un nuovo protocollo che adatta alla realtà campana la linea guida nazionale». 

Ultimo aggiornamento: 14:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA