Caserta, monopattini elettrici
parcheggiati sui cestini dei rifiuti

Martedì 23 Febbraio 2021 di Nadia Verdile
Caserta, monopattini elettrici parcheggiati sui cestini dei rifiuti

Due mesi di monopattini elettrici in città hanno messo in luce non solo le potenzialità del mezzo ma anche l'alto tasso di inciviltà di alcuni utenti. Ieri mattina un monopattino era stato «parcheggiato», in piazza Matteotti, più nota come piazza Mercato, su un cestello dei rifiuti. Un gesto che sa di inciviltà, di stupidità, di ignoranza. «Una delle caratteristiche dei monopattini a disposizione dei cittadini spiega il comandante dei vigili urbani di Caserta, Luigi De Simone è che il mezzo di locomozione può essere lasciato, alla fine dell'utilizzo, in qualsiasi parte della città, dove ci sono gli stalli. Questo rende il servizio utilissimo ma nello stesso tempo pone grandi problemi se a prendere il monopattino non è una persona perbene». Centoventi mezzi messi a disposizione da Reby, azienda leader europea della smart mobility, che i casertani trovano, o dovrebbero trovare, parcheggiati nelle apposite aree predisposte in città.

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Il servizio funziona attraverso l'app Reby, scaricabile dal Play Store e dall'Apple Store. 50 centesimi di euro per lo sblocco e 20 centesimi al minuto. Scaricata l'app, si utilizza il monopattino più vicino facendo leggere al proprio smartphone il codice QR impresso sul manubrio. La regola e il buon senso stabiliscono che quando l'utente termina la sua corsa deve parcheggiare in un'area autorizzata senza intralciare il traffico o i pedoni. «Purtroppo non abbiamo la possibilità di sanzionare se non in flagranza di reato continua il comandante De Simone perché, in caso di parcheggio selvaggio, se decidessimo di multare l'ultimo fruitore del monopattino dovremmo essere anche in condizione di dimostrare che nessuno, dopo il parcheggio nelle apposite aree, abbia preso il mezzo e lo abbia collocato fuori posto».

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I monopattini Reby possono essere utilizzati solo da persone maggiorenni e la guida deve rispettare le regole del Codice della strada. «Finisce così che aggiunge De Simone quello che è un passo avanti nella mobilità sostenibile nella nostra città diventa una cartina tornasole per il senso di civiltà. La mobilità condivisa è un importante tassello per vivere in una città più attenta all'ecologia, con meno auto e più a misura di cittadino ma non sempre il cittadino è a misura di modernità ed è in grado di rispettare le regole per cui accade che, come sempre, a farne le spese sono le persone perbene».

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Sui social, nelle pagine dedicate a denunciare disservizi e difficoltà in città, le proteste si moltiplicano. Così se da una parte c'è la volontà di usarli per lasciare a casa l'auto, dall'altra si mettono in mostra la maleducazione e il menefreghismo di un'alta percentuale di fruitori. «Si intrufolano tra le auto dice arrabbiata Michelina Toscano senza rispettare le regole del Codice della strada. Più pericolosi dei motorini che tante volte sono guidati da scapestrati. Mi è capitato a più riprese di vedere due persone sul monopattino. Pericolosissimo, per loro e per tutti gli altri che sono per strada, sia in auto e sia a piedi. Non hanno un briciolo di senso civico». Sui monopattini è vietato trasportare persone, animali e oggetti, si può circolare solo sulle strade urbane mentre sulle strade extraurbane si può circolare solo sulle piste ciclabili. «La delusione più grande conclude il comandante De Simone è che i fruitori dei monopattini sono prevalentemente giovani. Se dunque i loro comportamenti sono quelli che siamo costretti a registrare dobbiamo ammettere, amaramente, che abbiamo fallito come adulti, hanno fallito le famiglie, le comunità educanti».
 

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