Morì di parto a 29 anni: 14 medici rinviati a giudizio

Giovedì 23 Novembre 2017 di Mena Grimaldi
Morì di parto: 
14 medici a giudizio
Gricignano d’Aversa. Saranno processati i 14 medici delle due strutture ospedaliere, l’ospedale San Giuliano di Giugliano in Campania e la Clinica Pinetagrande di Castel Volturno, coinvolti nel decesso di Francesca Oliva, la 29enne di Gricignano che nel 2014, al settimo mese di gravidanza trigemellare, morì per setticemia alla clinica Pinetagrande. Il gup del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Nicoletta Campanaro, ha emesso, di fatto, per tutti i medici che si alternarono nei vari ricoveri della giovane, il decreto che dispone il giudizio per il reato di omicidio colposo aggravato. Accolta, dunque, la richiesta del pm Fornaro e del difensore delle parti civili, Raffaele Costanzo.

Un sospiro di sollievo, seppur flebile, dunque, per Giorgio, Gianna e Alessandro, rispettivamente i genitori e il marito di Francesca, che da più di tre anni si battono nelle aule di giustizia per vedere nero su bianco quel che da sempre hanno sospettato, ovvero che vi siano delle responsabilità dei medici che visitarono la 29enne negli ultimi mesi. 
Un rinvio a giudizio che arriva dopo un incidente probatorio lunghissimo durato un anno e mezzo.

Quel che accadde ora potrà essere stabilito durante il processo con l’inizio del dibattimento fissato per il 2 febbraio prossimo, davanti al giudice monocratico Carotenuto. Una storia che fece molto clamore e commosse tutta Italia quella della giovane Francesca che fu fatta partorire d’urgenza perché uno dei gemelli che portava in grembo, l’unico maschietto, era già morto da alcuni giorni. Delle due bambine, Giorgia morì poco dopo il parto, mentre l’unica a sopravvivere fu Maria Francesca. La giovane di Gricignano morì la notte del 24 maggio del 2014 nella clinica di Castel Volturno, dopo 24 ore dalla decisione presa dai medici, viste le gravissime condizioni in cui versava, di sottoporla ad un taglio cesareo prematuro. Qualche giorno prima, il 7 maggio, Francesca venne sottoposta ad un intervento eseguito dal suo ginecologo di fiducia presso l’ospedale di Giugliano. Medico che poi è deceduto nel gennaio scorso. La 29enne, infatti, minacciava di abortire; per questo le fu praticato un cerchiaggio cervicale. Secondo l’accusa, era in atto una contaminazione batterica. Ultimo aggiornamento: 13:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA