«No alla strage degli alberi»,
petizioni e diffide a Caserta

Sabato 5 Gennaio 2019 di Daniela Volpecina
La città di Caserta si mobilita per salvare i 160 alberi destinati all'abbattimento. C'è chi propone una petizione, chi ha avviato una campagna di sensibilizzazione sui social e chi si è già rivolto ad un legale per una diffida nei confronti del Comune. Tutti con un unico obiettivo: tutelare il patrimonio «verde» e di conseguenza la qualità dell'aria. Si stima infatti che ciascuno di questi alberi sia in grado di assorbire in media, ogni anno, dai dieci ai venti Kg di anidride carbonica, rilasciando pari quantità di ossigeno. «Rinunciare ad una tale quantità di ossigeno in una città così inquinata come la nostra equivale ad un tentativo di suicidio», è il commento di Nicola D'Angerio presidente di Legambiente. «Non si può abbattere un capitale vegetale di questa portata senza consultare nessuno. Così si rischia una mattanza», fa notare il presidente del Wwf, Raffaele Lauria. A innescare la rabbia degli ambientalisti sono state le tre determine con le quali il Comune ha affidato la rimozione di 120 Grevillee robuste, 35 pini e qualche palma distribuiti tra corso Trieste, via Roma, via Cesare Battisti, piazza Vanvitelli, parco Primavera a Tuoro e parco degli Aranci nell'ex zona 167. Si tratterebbe, stando a quanto riportato negli atti, di piante maltenute, sofferenti e in alcuni casi pericolose per l'incolumità pubblica. Da qui la decisione di procedere con l'abbattimento che costerà al Comune circa 83mila euro.
 
«Questa amministrazione, ancora una volta, sta agendo in maniera sconsiderata denuncia Francesco Apperti, consigliere di Speranza per Caserta - nelle determine non c'è infatti alcuna traccia di sopralluoghi, pareri di esperti o relazioni tecniche che attestino la reale pericolosità di questi alberi. Non è dato sapere se saranno rimpiazzati. Siamo al fianco delle associazioni che stanno già predisponendo una diffida, stiamo pensando anche ad una raccolta firme, qualsiasi cosa purché si fermi questo scempio. Diventa sempre più urgente dotare la città di un regolamento del verde, peraltro già pronto ed allegato al preliminare di Puc, ma impantanato anch'esso in questo piano che non vede la luce». Sull'importanza di un Piano per il verde insiste anche Legambiente. «E' fondamentale spiega D'Angerio - disporre di uno strumento che stabilisca la quantità di alberi che devono' essere presenti sul territorio, le specie adatte, la dislocazione, i costi, il tipo di manutenzione. In questa città si continua da anni a considerare le piante come un peso, un fastidio e non ci si rende conto dell'importanza vitale che rivestono. Faremo di tutto per salvarle. Perché salvare questi alberi, significa salvare noi stessi e i nostri figli». «Caserta non merita una simile offesa denuncia Lauria come Wwf esigeremo dal Comune di visionare tutta la documentazione che attesta la pericolosità di questi alberi. E se davvero sono tutti pericolosi, ma ne dubito, come mai l'amministrazione non ha adottato una manutenzione adeguata per evitare che si arrivasse a questo punto? E soprattutto perché si agisce in sordina su una tematica così importante per la comunità? Avrebbero potuto consultare un agronomo, un esperto che con competenza, sapienza e conoscenza (e soprattutto a titolo gratuito) avrebbe potuto fornire loro un valido supporto nella selezione delle piante così da scongiurare una simile mattanza e procedere con un abbattimento selettivo nei casi di reale pericolosità».

«Penso sia legittimo domandarsi ha rincarato la dose Nicola Santagata, consulente della Diocesi di Caserta per la custodia del creato come mai questa volta il Comune non abbia richiesto una consulenza dell'Università prima di procedere. Anche un non addetto ai lavori si renderebbe conto dell'assurdità di questa scelta». © RIPRODUZIONE RISERVATA