«No alla strage degli alberi»,
petizioni e diffide a Caserta

di Daniela Volpecina

La città di Caserta si mobilita per salvare i 160 alberi destinati all'abbattimento. C'è chi propone una petizione, chi ha avviato una campagna di sensibilizzazione sui social e chi si è già rivolto ad un legale per una diffida nei confronti del Comune. Tutti con un unico obiettivo: tutelare il patrimonio «verde» e di conseguenza la qualità dell'aria. Si stima infatti che ciascuno di questi alberi sia in grado di assorbire in media, ogni anno, dai dieci ai venti Kg di anidride carbonica, rilasciando pari quantità di ossigeno. «Rinunciare ad una tale quantità di ossigeno in una città così inquinata come la nostra equivale ad un tentativo di suicidio», è il commento di Nicola D'Angerio presidente di Legambiente. «Non si può abbattere un capitale vegetale di questa portata senza consultare nessuno. Così si rischia una mattanza», fa notare il presidente del Wwf, Raffaele Lauria. A innescare la rabbia degli ambientalisti sono state le tre determine con le quali il Comune ha affidato la rimozione di 120 Grevillee robuste, 35 pini e qualche palma distribuiti tra corso Trieste, via Roma, via Cesare Battisti, piazza Vanvitelli, parco Primavera a Tuoro e parco degli Aranci nell'ex zona 167. Si tratterebbe, stando a quanto riportato negli atti, di piante maltenute, sofferenti e in alcuni casi pericolose per l'incolumità pubblica. Da qui la decisione di procedere con l'abbattimento che costerà al Comune circa 83mila euro.
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Sabato 5 Gennaio 2019, 12:00
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