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Omicidio a Capua, Petru picchiato a morte
da una persona che conosceva

Domenica 3 Luglio 2022 di Giulio Sferragatta.
Omicidio a Capua, Petru picchiato a morte da una persona che conosceva

Con un assassino ancora in libertà, sono due i punti su cui sono concentrate le indagini dei carabinieri. Riguardo alla morte di Petru Montean, 62 anni, di nazionalità romena, trovato esamine in circostanze misteriose nella periferia di Capua nell'ex campo sportivo di via Giardini, si cerca di individuare un movente e soprattutto di definire l'esatta dinamica degli ultimi istanti di vita della vittima, barbaramente uccisa con feroci percosse. Ci sono aspetti ancora oscuri, che tingono di giallo una vicenda - presumibilmente un omicidio - dai contorni misteriosi.

Un nipote è irreperibile, ma prove schiaccianti circa sue eventuali responsabilità non ci sono, almeno per il momento. Gli esami autoptici disposti dalla magistratura, che saranno effettuati nei prossimi giorni presso l'istituto di medicina legale dell'ospedale Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta, forniranno elementi più esaustivi sulle cause del decesso. Non si esclude l'ipotesi di una caduta accidentale , anche se - al momento - è considerata meno plausibile. Il corpo del sessantaduenne, colpito da ictus e da tempo costretto alla sedia a rotelle, presentava - all'esito dei primi accertamenti effettuati sul posto - tumefazioni al volto. Potrebbe essere stato colpito con calci e pugni, ma anche con un bastone e con qualsiasi altro oggetto capace di procurare ferite mortali. Si cerca, infatti, anche una potenziale arma del delitto, ma indicativo sarà il riscontro - che seguirà l'esito dell'autopsia - dell'orario del probabile omicidio.

L'accertamento della fascia oraria del decesso potrebbe aiutare gli investigatori a ridurre il campo di indagine, con particolare riferimento alle sequenze video catturate dalle telecamere della zona di Porta Roma, in fase di acquisizione da parte dei militari dell'Arma. Sono state ascoltate diverse persone, perlopiù connazionali, tra cui anche il fratello che - nella serata di venerdì - ha trovato a terra il corpo esanime del sessantaduenne. È stato proprio il fratello a tentare un primo marginale soccorso in attesa dei carabinieri, della polizia municipale e dei sanitari del 118. Gli uomini del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Capua, al comando del colonnello Paolo Minutoli, stanno cercando di rintracciare un giovane nipote della vittima, in particolare un figlio della sorella del deceduto. Appare verosimile che il disabile, che girovagava in periferia in carrozzella, occupando abusivamente uno dei locali del campo sportivo, conoscesse l'identità del suo uccisore. 

Anzi, sembra più accreditata l'ipotesi che la vittima e l'assassino fossero soliti frequentarsi. Ad orientare gli investigatori verso questa pista è stato l'atteggiamento particolarmente aggressivo dei cani dello sfortunato romeno, che non hanno permesso - nell'occasione del ritrovamento del cadavere - di avvicinarsi con facilità al corpo senza vita del disabile, tant'è che è stato necessario un intervento veterinario per allontanare i randagi, consentendo con maggior facilità la realizzazione dei primi accertamenti. La reazione dei quadrupedi, non riscontrabile a danno dell'omicida, sembra far presumere che pure loro conoscessero il volto di quello che poi si è rivelato come l'assassino del proprio padrone. Forse un parente, un amico? Le indagini daranno dettagli più chiari. Non si esclude neppure che l'assassinio sia sia consumato tra gli spogliatoi o in uno dei locali interni del campo sportivo, lontano da sguardi indiscreti. La zona, infatti, è spesso frequentata da giovani e da podisti che da via Giardini proseguono fino al piazzale che precede l'ingresso dello stadio. Le investigazioni, nel frattempo, proseguono a tutto campo. 

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