«Passa chi primo arriva anzi no,
quelli prenotati»: scoppia il putiferio

«Passa chi primo arriva anzi no, quelli prenotati»: scoppia il putiferio
di Giuseppe Scuotri
Venerdì 14 Gennaio 2022, 09:31
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Sono state scene surreali e inquietanti quelle a cui hanno dovuto assistere quanti si trovavano, nella mattinata di ieri, all'hub vaccinale del centro commerciale Medì, a Teverola. Assembramenti incontrollati, momenti di tensione, urla e scambi di insulti: a trovarsi invischiati in questo piccolo ed estemporaneo spaccato di follia sono stati i tanti in coda assieme ai propri figli all'esterno del reparto dedicato ai bambini dai cinque agli undici anni. A causare i disordini è stata la gestione confusa e a tratti inesistente della fila: «Mio figlio era stato convocato per le 9.20 racconta un testimone dell'accaduto . Così, nel pieno rispetto del protocollo, ci siamo presentati all'hub alle 9.15, in perfetto orario. Giunto sul posto, ho però notato immediatamente l'enorme fila che si era già formata, che si snodava lungo gran parte degli spazi interni del secondo piano. Mi sono quindi avvicinato al banco dell'accettazione e, mostrando la convocazione, sono stato informato che non si stavano rispettando gli orari assegnati dall'Asl, ma si stava procedendo in ordine di arrivo. Così, un po' interdetto, mi sono andato a posizionare all'estremità della fila, che procedeva assai lentamente a causa delle continue richieste di spiegazioni che giungevano all'accettazione da parte di genitori spaesati».

Ad accendere irreparabilmente gli animi di molte persone in fila, già irritate dalla lunga attesa, è stato tuttavia un ulteriore cambio in corsa delle regole: sollecitati dal personale medico, gli addetti all'organizzazione hanno infatti corretto il tiro e, prenotazioni alla mano, hanno cominciato a dare precedenza agli utenti in base all'ora di convocazione. La mossa, pur se volta al ristabilimento dell'ordine, si è rivelata fatale: diversi genitori, inferociti, si sono ammassati attorno al banco dell'accettazione. Si è presto formato un pericoloso assembramento all'ingresso dell'area vaccinazioni e, nella surreale ressa che ne è seguita, sono volati diversi insulti.

Il caos, esacerbato dalle urla degli adulti e dal pianto di molti bambini spaventati, è arrivato al culmine quando il personale della Protezione civile si è ritirato all'interno dell'hub: «A un certo punto afferma uno dei presenti il personale che era incaricato di regolare la fila è semplicemente sparito. In assenza di controlli, siamo stati costretti a una surreale autogestione». La situazione è stata definitivamente sbrogliata solo all'arrivo dei carabinieri e degli agenti della polizia locale, allertati da alcuni genitori. Giunti sul posto, gli uomini delle forze dell'ordine hanno calmato i presenti e ristabilito l'ordine. Con la loro supervisione, gli addetti all'organizzazione sono quindi tornati ai loro posti e le operazioni sono riprese a buon ritmo. Le note stonate della giornata, tuttavia, non sono finite qui. C'è chi lamenta che, probabilmente in un tentativo di decongestionare il centro vaccinale dopo i disordini, il personale medico abbia dimesso il proprio bambino senza rispettare i quindici minuti di sorveglianza imposti dal regolamento dopo la somministrazione del vaccino.

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«Quando è arrivato il mio turno, sono entrato all'interno dell'hub con mio figlio, che ha ricevuto la sua dose alle 10.33 riferisce un genitore . A quel punto, mi aspettavo di dover attendere un quarto d'ora prima di potermene andare a casa, com'era sempre stato chiesto a me e mia moglie ogni volta che ci siamo vaccinati. Siamo stati invece invitati a uscire praticamente subito: alle 10.35 eravamo già fuori. La cosa mi ha lasciato perplesso, perché sull'attestato di avvenuta vaccinazione sono segnate, come orario di dimissione, le 10.50. L'esperienza di ieri mattina è stata davvero demoralizzante prosegue . Specialmente se penso che, negli altri centri dell'Agro aversano che ho visitato, ho sempre trovato un'organizzazione impeccabile».
 

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