Pineta Grande, Schiavone prosciolto:
«Ora diamo slancio all'economia locale»

Giovedì 20 Gennaio 2022
Pineta Grande

«Mi sono stati restituiti l'onore, la dignità e la correttezza del mio operato di imprenditore della sanità e medico». Così l'imprenditore casertano della sanità Vincenzo Schiavone commenta la decisione del gup del tribunale di Santa Maria Capua Vetere Orazio Rossi che ieri lo ha rinviato a giudizio per il reato di abuso d'ufficio e violazioni urbanistiche in relazione ai lavori di ampliamento della clinica Pineta Grande hospital di Castel Volturno, di proprietà di Schiavone, prosciogliendo però Schiavone - difeso da Giuseppe Stellato e Claudio Sgambato - con sentenza di non luogo a procedere dal grave reato di corruzione, che lo aveva fatto finire anche agli arresti domiciliari.

«Ora guardo avanti - aggiunge Schiavone - continuando ad avere, come sempre, fiducia nella giustizia, per recuperare il tempo perduto per il completamento del Pineta Grande hospital, che sarà uno degli Ospedali più importanti dell'Italia centro-meridionale, un vanto della Sanità della Regione Campania, di cui proprio in questo periodo se ne avverte un notevole bisogno. Con l'attivazione del nuovo ospedale, oltre che a recuperare le penalizzazioni subite dal mio gruppo societario, penso di dare nuovo slancio all'economia del territorio domiziano ed incrementare l'offerta occupazionale».

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Schiavone era accusato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere di aver ottenuto autorizzazioni e atti amministrativi comunali e regionali per ampliare la clinica e dotarla di più posti letto corrompendo amministratori e dipendenti comunali e funzionari regionali, attraverso assunzioni di parenti e amici di questi ultimi. Ma il giudice per l'udienza preliminare, riprendendo anche la linea del tribunale del riesame di Napoli, ha smontato l'impostazione della Procura rinviando a giudizio Schiavone e gli altri imputati, anch'essi accusati di corruzione, solo per il reato di abuso d'ufficio.

Una decisione che dunque smentisce l'esistenza di un «sistema Schiavone» come ipotizzato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. «L'indagine ha avuto un'eco mediatico molto forte - sottolinea Schiavone - ma ora andrò avanti così come andrà avanti e l'intervento di ampliamento della clinica, che è in via di ultimazione, anche grazie all'atteggiamento assolutamente costruttivo della Procura di Santa Maria Capua Vetere, che concesse il dissequestro ed al nuovo titolo edilizio rilasciato dal Comune di Castel Volturno, con lievi modifiche rispetto al progetto originario».

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