Ponte d'Ercole, scatta di nuovo la trappola per camion

Venerdì 18 Marzo 2022 di Franco Tontoli
Ponte d'Ercole, scatta di nuovo la trappola per camion

Ponte d'Ercole, siamo all'impatto numero 28, alle 8.15 di ieri mattina orario rilevato da una delle due pattuglie di polizia urbana subito intervenute un autocarro di media portata con il cassone telato quadrato s'è portato via il «colletto» metallico di supporto all'arcata martoriata da ben 27 impatti, ornie di travertino sdentate da un martellamento che pare non avere fine.

Si cominciò il 31 dicembre 2017 e poi il rosario di incidenti, tutti da incastro sotto la volta di uscita sul versante centro città. La descrizione dell'ultimo impatto è un copia-incolla delle precedenti occasioni, il blocco del traffico, l'intervento di due squadre di vigili del fuoco con autogrù, stop alla circolazione per un paio di giorni, caos a Sala, via Tescione, Aldifreda. Intanto lo sguardo alla cabina dell'automezzo su cui si è abbattuta la ghigliottina del colletto tecnicamente si definisce una centina porta a considerare un miracolo la circostanza che il tettuccio non sia stato sfondato, nel qual caso per l'autista sarebbero stati danni seri per la martellata di acciaio.



Il conducente era partito di buon'ora da Villa di Briano per approvvigionamento di materiali per l'agricoltura. «Non è la prima volta che faccio questo percorso dice con emozione a noi che ne raccogliamo lo sfogo , conosco l'altezza massima segnalata dei 2.20 metri di altezza, il mio automezzo ci rientra e, ripeto, non è la prima volta che ci passavo. Con l'angolo superiore destro del cassone ho urtato la volta d'acciaio che si è staccata subito, ho frenato a qualche metro e mi sono sentito la struttura sulla test

In quasi tutte le predenti circostanze l'ultima il 6 novembre del 2021 che inaugurava la nuova struttura di supporto associata alla segnaletica luminosa e sonora di ultima generazione gli autisti hanno dichiarato che all'uscita del sottovia in direzione del quartiere Aldifreda l'automezzo subiva un sobbalzo per dislivello dell'asfalto, una ondulazione che moltiplicandosi in altezza determinava l'impatto con l'arcata. Da aggiungere il particolare che l'imbocco al sottovia, per i provenienti dal versante Casagiove, e tutti da questa direzione gli incidenti, deve effettuarsi in aderenza sulla destra della parete del sottovia per l'impossibilità di centrare la carreggiata per la presenza del passaggio pedonale transennato sulla sinistra. Questo tipo di incidenti, quando si è potuto rilevarli perché in qualche caso i responsabili si sono defilati, si sono verificati anche con l'altezza degli automezzi compatibile con quella del sottovia; ce ne sono stati altri, comunque, in cui le distrazione, l'inosservanza sono stati palesi e procedimenti sono ancora in corso per il ristoro dei danni.

Per risolvere il problema, dai primi del 2018, sono state attuate varie soluzioni, l'ultima della centina di acciaio con la segnaletica in ottima evidenza, sembrava risolutiva ma così non è e si torna al gioco dei tre cantoni: da una parte la direzione della Reggia che è proprietaria del ponte-monumento, dal secondo il sindaco che è responsabile della viabilità urbana, dal terzo la Soprintendenza che deve sorvegliare la compatibilità delle opere con l'ambiente. E qui il muro è impenetrabile e ci vorrebbe un'azione determinata del sindaco per installare in via Camusso, prima della traversa di fuga di via San Francesco, una sbarra metallica trasversale alla strada, l'impatto eventuale con questa segnalerebbe il pericolo e, quindi, la deviazione dell'automezzo.

L'uovo di Colombo, osteggiato dalla Soprintendenza per «l'impatto ambientale» ma la pubblica, indispensabile utilità che ne deriva vale un braccio di ferro tra Comune e l'ente di tutela, quello che sul Ponte di Sala tollera un cartellone pubblicitario di assoluta incompatibilità.
 

Ultimo aggiornamento: 07:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA