Povero e solo al mondo,
Francesco muore in una capanna

di Claudio Lombardi

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PORTICO - Francesco era un invisibile. Uno dei tanti per cui il futuro aveva perso ogni orizzonte lirico. Apparteneva a quell'esercito di «irregolari» che abita in un mondo spietato con chi per sventura, per problemi economici, per malattia si smarrisce. Il suo corpo senza vita è stato ritrovato, ieri mattina, in un capanno nelle campagne di Portico, tra attrezzi da lavoro, utensili, bottiglie vuote e i resti di una cena frugale.

Per il medico legale si è tratto di una morte naturale: forse un infarto, forse un ictus: effetti «collaterali» di un'esistenza ai margini. Francesco, al secolo Franciszek Wyskwarski, aveva 59 anni ed era polacco. Viveva da tempo, nessuno sa da quanto in realtà, a Macerata Campania. Negli ultimi anni, lo aveva raggiunto il figlio, che si arrangiava come bracciante. Avevano trovato riparo prima nella struttura abbandonata dell'ex macello e poi in quella baracca nella periferia di Portico, dimore malandate che avevano supplito al dovere etico che ogni comunità ha di essere accogliente, inclusiva. Chi lo conosceva, ossia i volontari della mensa dei poveri della parrocchia di Santa Maria delle Grazie, nel quartiere di Casalba, lo descrive come un uomo mite, educato, che aveva accettato la sua condizione con rassegnazione. Ad accorgersi del corpo esanime, riverso sul terreno battuto, sarebbe stato un contadino; lui avrebbe avvertito i carabinieri della stazione di Macerata Campania. Sul posto sono accorsi anche i medici del servizio 118.
Mercoledì 5 Settembre 2018, 11:00
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