Progetto biodigestore a Caserta,
la Soprintendenza orientata per il no

Giovedì 27 Gennaio 2022 di Daniela Volpecina
Progetto biodigestore a Caserta, la Soprintendenza orientata per il no

Biodigestore in località Ponteselice, la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio delle province di Caserta e Benevento si prepara ad esprimere un «non parere» che nel linguaggio burocratico equivale a un parere negativo. Questo, almeno, è quanto emerge dal palazzo di viale Douhet all'indomani della lettera-appello inviata dalla sezione casertana del Wwf.

Gli ambientalisti, in una nota succinta ma molto esplicita, avevano infatti chiesto alla Soprintendenza di pronunciarsi sulla decisione del Comune di Caserta di realizzare un impianto per il trattamento dei rifiuti organici in viale Mattei, in piena zona Asi. Due gli aspetti che al momento sarebbero all'attenzione dell'ente di derivazione ministeriale. Il primo, di tipo vincolistico, legato al fatto che il biodigestore anaerobico da quarantamila tonnellate all'anno dovrebbe sorgere per una piccola parte in un'area sottoposta a vincolo paesaggistico, vale a dire in un'area protetta nella quale la normativa vigente consente di realizzare poco o nulla. Il secondo aspetto riguarda, invece, la porzione dell'impianto prevista nell'area che rientra nella buffer zone dell'Unesco ossia un'area (in questo caso quella più vicina alla Reggia vanvitelliana) che dovrebbe garantire un livello di protezione aggiuntiva ai beni riconosciuti patrimonio mondiale dell'umanità. Due diversi vincoli che almeno in apparenza sembrerebbero rappresentare un ostacolo alla realizzazione dell'impianto rifiuti - che, se non rispettati, potrebbero persino spingere l'Unesco a rimuovere il riconoscimento assegnato al Palazzo borbonico nel 1997. Sarebbe questa, a quanto pare, la principale preoccupazione che allo stato starebbe allarmando gli uffici di viale Douhet ma anche quelli romani della Direzione nazionale. Nulla di ufficiale, beninteso, è ancora trapelato dalla Soprintendenza ma è ormai chiaro che in occasione della Conferenza dei Servizi che sarà indetta dalla Regione Campania, l'ente preciserà di non essere in possesso di tutta la documentazione necessaria (peraltro già richiesta al Comune di Caserta in due diverse occasioni, dapprima a febbraio e poi a dicembre dello scorso anno, ma mai pervenuta) per poter dire la sua sul biodigestore anaerobico.

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Un non parere che di fatto, come anticipato, si tramuterà in un parere negativo. Una posizione che la Soprintendenza aveva in realtà già assunto in un documento inviato alla Regione Campania il 10 dicembre scorso, quando fu chiamata ad esprimersi sull'istanza per il rilascio del parere di verifica di assoggettabilità del biodigestore alla Via (Valutazione di impatto ambientale). In quella circostanza infatti l'Ente ministeriale rispose di non essere in possesso di tutta la documentazione integrativa - richiesta al Comune addirittura a inizio 2021 - necessaria per esprimere un parere di merito così come previsto dalla legge. In quella nota l'Ente ministeriale fece anche notare in effetti che l'impianto ricadrebbe in un'area di notevole interesse pubblico oltre che in una zona sottoposta a vincolo monumentale ai sensi del decreto legislativo 42 del 2004 specificando però che, stando al progetto presentato dall'amministrazione comunale, la parte industriale del biodigestore con le strutture modulari prefabbricate e i silos di varie altezze e dimensioni dovrebbe essere realizzata fuori dalla zona vincolata. Tra le preoccupazioni espresse dalla Soprintendenza infine anche le possibili ricadute in termini di viabilità e traffico - sul sistema viario della vasta area turistica e culturale che comprende la Reggia vanvitelliana e viale Carlo III, anche quest'ultimo sottoposto a tutela.

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