Ragazzina esorcizzata, i genitori rischiano di perdere l'affidamento. Il giallo: poliziotto amico del prete

Lunedì 19 Febbraio 2018 di Mary Liguori
Rischiano di perdere l’affidamento della figlia i genitori della ragazzina protagonista di un servizio de «Le Iene» sottoposta a riti esorcisti e probabilmente non curata per patologie di natura psichiatrica. Il tribunale dei minori di Napoli sta valutando la posizione della madre e del padre della 14enne e si affida ai consulenti, medici, psicologi e assistenti sociali, che dovranno valutare le eventuali negligenze in merito al trattamento delle patoplogie che, a dire della sorella, sono state ignorate anzi, trattate come disturbi legati a possessioni demoniache. A breve inizieranno le acquisizioni di atti e gli interrogatori. Al termine degli accertamenti, se si dovessero riscontrare condotte che hanno leso la ragazzina, la procura per i minori potrebbe disporre il trasferimento della piccola in una casa famiglia. Nella raggiera di controlli che si sono scatenati dopo il servizio televisivo potrebbero però ritrovarsi anche i servizi sociali, per non avere trattato il caso adeguatamente, e gli esponenti delle forze dell’ordine che sembra fossero al corrente della situazione ma non sono interventi a tutela della minorenne. 
 
Maltrattamenti e sequestro
Viaggiano parallelamente a questo, le indagini che andranno a stabilire eventuali profili penali degli adulti coinvolti nella storia. Se le cose stanno come si evince dal servizio giornalistico, le persone coinvolte si ritroverebbero indagate per reati molto gravi che vanno dall’abuso su minore, ai maltrattamenti, fino al sequestro di persona o alla circonvenzione di incapace. Scenari tutti in valutazione mentre ben due procure sono all’opera sulla vicenda. Procedono sia l’ufficio inquirente di Napoli Nord, diretto da Francesco Greco, che quello di Santa Maria Capua Vetere, coordinato da Maria Antonietta Troncone. I filoni d’indagine hanno già portato a diverse deleghe, tutte in capo alla squadra mobile di Caserta. Se la Diocesi di Aversa ha già chiuso il caso con la sospensione del sacerdote Michele Barone, accusato di avere praticato esorcismi nobn autorizzati, la vicenda, da un punto di vista giuridico, è in corso di valutazione e sul percorso verso la «verità» c’è evidentemente più di una mina pronta a scoppiare.

Il ruolo del poliziotto
Tra gli adulti coinvolti nella storia c’è anche un poliziotto che avrebbe cercato di dissuadere la sorella dal denunciare il sacerdote. La posizione dell’agente è molto scivolosa dal momento che lo lega a don Barone un’amicizia di lungo corso tanto che quel prete ha celebrato il matrimonio del poliziotto, da anni suo parrocchiano, tanto da prendere parte ai pellegrinaggi organizzati da don Barone. Niente di anomalo, ovviamente, tuttavia al vaglio della Questura di Caserta c’è la posizione del poliziotto in merito alla vicenda della ragazzina esorcizzata nella quale avrebbe avuto un atteggiamento quantomeno inappropriato. Per questo, rischia un procedimento disciplinare e un trasferimento per incompatibilità ambientale qualora si appurasse che ha cercato di far ritirare l’esposto alla sorella della vittima. Va anche detto, comunque, che la stessa ragazza si era già rivolta al commissariato di Aversa per chiedere che sua sorella venisse tutelata quindi potrebbe non esserci stata omissione di atti d’ufficio. 

Gli interrogatori
La squadra mobile potrebbe oggi iniziare gli interrogatori, non solo dei genitori e del sacerdote, ma anche di persone informate sui fatti. Da San Cipriano d’Aversa, dove si trova la cappella all’interno della quale sono stati eseguiti i rituali esorcisti, fino a Maddaloni, dove risiede la famiglia della ragazzina. Ma la procura di Napoli Nord ha in mano anche denuncia che il sacerdote ha sporto contro la trasmissione televisiva di Mediaset.   Ultimo aggiornamento: 11:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA