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Recluso con problemi psichici pestato,
detenuti aggressori fermati e trasferiti

Venerdì 12 Agosto 2022 di Biagio Salvati
Recluso con problemi psichici pestato, detenuti aggressori fermati e trasferiti

Ancora tensioni nel carcere di Santa Maria Capua Vetere dove due notti fa si è registrato un episodio di violenza tra un gruppo di detenuti del reparto Tevere ed un recluso nigeriano, con problemi psichici, lavorante all'interno della casa circondariale.

Il sindacato penitenziario Sappe denuncia criticità e rischi per gli agenti i quali sono riusciti a fermare quella che in un comunicato definiscono «rivolta», mentre il garante campano dei detenuti parla di un'aggressione del branco a sfondo razzista e chiede più volontari, educatori, medici generici, psichiatri e psicologici nelle carceri che soffrono di un sottodimensionamento abbastanza critico in Campania, ma anche della presenza «fisica» dei rappresentanti politici invitati a visitare, soprattutto in questo periodo, i penitenziari piuttosto che a diffondere comunicati e a instaurare un clima di attenzione per la giustizia nelle carceri «che non è solo la custodia, ma anche accudimento, come indicato anche dalla Costituzione». La vicenda è anche oggetto di una nota a firma di Gianpiero Zinzi, capogruppo Lega Salvini Campania in Consiglio regionale in cui parla di «caldo, carenza di personale e condizioni strutturali inadeguate» cause della situazione esplosiva nelle carceri e plaude l'intervento della Polpen.
Secondo quanto ha reso noto Emilio Fattorello, segretario nazionale Sappe, «un corposo numero di detenuti ha tentato di aggredire e linciare un altro ristretto, straniero e con problemi psichiatrici, e si sono introdotti nel terzo piano del reparto Tevere, distruggendo tutto quello che trovavano. Si sono scagliati anche contro i poliziotti penitenziari, lanciando loro contro bottiglie con dentro ghiaccio che, scagliate dalle finestre, hanno lesionato anche la carrozzeria di alcune auto di servizio». Nella nota sindacale si fa presente che, «nonostante la presenza sul posto dei magistrati intervenuti, la rivolta è proseguita e le conseguenze sono state devastanti», sottolinea il segretario. «Il Sappe denuncia da tempo l'inadeguatezza organizzativa ed operativa del comandante di reparto: nonostante le disposizioni dicano che debba essere garantita la presenza in alternanza al direttore, sono assenti entrambi».

Circostanza che però smentisce il garante campano, Samuele Ciambriello. Per i sindacati, la sezione Tevere del carcere «è inagibile sotto ogni profilo» e pertanto «chiedono un sopralluogo tecnico da parte degli organi preposti e una visita ispettiva da parte dell'Asl per valutare l'idoneità del terzo piano della sezione sotto il profilo dell'igiene e della sicurezza dei luoghi di lavoro», spiega Fattorello. Per Donato Capece, segretario generale Sappe, «il grave episodio non ha avuto un tragico epilogo grazie all'attenzione ed alla prontezza della Polpen». Intanto, il nigeriano è stato già trasferito fuori regione in un'altra struttura mentre nove reclusi sono stati collocati in altre case circondariali, ma in Campania. Lo conferma il garante Ciambriello: «Il detenuto nigeriano, peraltro con problemi di salute mentale, era stato aiutato dalla direzione ed assegnato come lavorante. Da giorni era diventato il bersaglio di una decina di detenuti che lo avrebbero dileggiato e offeso, anche con termini a sfondo razzista fino alla reazione dell'immigrato che ha iniziato la colluttazione con uno di loro, fino a scatenare l'intervento degli altri che provano a picchiarlo e linciarlo». Gli agenti quindi sedano la rissa e, fortunatamente, restano illesi.


«Il clima, con il caldo torrido di queste settimane, diventa ancora più incandescente nelle carceri riferisce Ciambriello ieri mi sono arrivate decine di telefonate allarmate di parenti di detenuti che parlavano di rivolta, ma si è trattato di un episodio che ha visto protagonista il branco».
 

Ultimo aggiornamento: 11:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA