Le arance della Reggia di Caserta diventano
confetture grazie alle donne vittime violenza

Mercoledì 13 Gennaio 2021

Le arance della Reggia di Caserta saranno trasformate in confetture dalle donne vittime di violenza occupate nel laboratorio «Le ghiottonerie di Casa Lorena», situato a Casal di Principe all'interno di un bene confiscato alla camorra. È quanto prevede il protocollo d'intesa sottoscritto dal direttore della Reggia Tiziana Maffei e da Daniela Santarpia, rappresentante legale della Cooperativa Eva, che gestisce dal 2012 il bene confiscato dove il laboratorio è parte del centro antiviolenza denominato «Lorena casa delle donne contro la violenza», che dà assistenza a donne in difficoltà e ne cura il loro reinserimento lavorativo.

Il progetto sperimentale è partito già stamani con la raccolta di agrumi prodotti da una parte dei circa 300 alberi presenti tra il Parco Reale, la Flora e il Giardino Inglese, ad oggi destinati alla macerazione naturale o allo smaltimento oneroso; le raccolte proseguiranno nelle prossime settimane, e con le arance verranno prodotte marmellate che saranno oggetto di un co-branding Reggia di Caserta e coop. Eva, anche ai fini della loro commercializzazione.

«Il museo - spiega il direttore della Reggia di Caserta Tiziana Maffei - oltre a quello culturale, ha un enorme potenziale sociale, educativo ed economico. La Reggia - prosegue - ha un intrinseco spirito produttivo che intendiamo valorizzare e promuovere. Questo progetto ci consente di farlo, contribuendo alla tutela di persone vittime di violenza che stanno ricostruendo la propria vita, abbattendo lo spreco dei frutti del Parco Reale, lasciati finora a marcire sui prati, e realizzando prodotti artigianali. Nuove prospettive e nuovi percorsi che ampliano l'orizzonte dell'Istituto museale e dellesue enormi potenzialità».

«Il protocollo d'intesa con la Reggia di Caserta - dice Lella Palladino, socio fondatore della coop. E.V.A. - è un punto di partenza di una collaborazione che si annuncia particolarmente feconda, e rappresenta per noi il riconoscimento di un lavoro di rete con il territorio che risponde ad una sollecitazione importante, ovvero l'assunzione collettiva della responsabilità di intervenire su un problema sociale quale la violenza maschile contro le donne. Noi ci auguriamo che la lungimiranza e la disponibilità del direttore Maffei siano colte come una buona prassi».

L'iniziativa è stata promossa e supportata dall'associazione Palazzo San Carlo guidata a Santa Maria Capua Vetere dal presidente Gennaro Stroppolatini.

Ultimo aggiornamento: 16:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA