Reggia di Caserta con il “Lungoreggia liberato”: il biglietto da visita per la svolta turismo

In occasione della manifestazione “La notte europea dei musei” sono stati 2.344 i visitatori

Reggia di Caserta con il “Lungoreggia liberato”: il biglietto da visita per la svolta turismo
Reggia di Caserta con il “Lungoreggia liberato”: il biglietto da visita per la svolta turismo
di Lidia Luberto
Martedì 21 Maggio 2024, 10:41 - Ultimo agg. 11:22
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Le proposte alternative, come quella che è stata offerta sabato sera alla Reggia, con spettacoli di musica e danza, ma anche con iniziative dirette ai bambini, continuano ad attirare attirano i visitatori. Un modo per dare sempre di più agli utenti del monumento in costante crescita e, anche per questo, con esigenze e aspettative diverse. «Cerchiamo di proporre altri modi di fruire la Reggia: non solo per attrarre (e trattenere più a lungo) i turisti in città, ma anche per attirare gli stessi casertani che possono scoprire una Reggia insolita», spiega la direttrice della Reggia, Tiziana Maffei. «E i risultati, in termini di quantità, ovvero di numero di accessi, ma soprattutto di qualità, ci stanno dando ragione».

Anche sabato sera, infatti, i visitatori, in occasione della manifestazione “La notte europea dei musei” sono stati 2.344.

Una serata speciale, piena di musica e di arte, durante la quale sullo Scalone reale e al Vestibolo, a cura di Progetto Sonora con associazione Arabesque, i visitatori hanno potuto godere delle coreografie delle danzatrici che hanno li hanno accolti tableaux vivant, esecuzioni moderne della musica d'intrattenimento impiegata all'epoca dei Borbone per accompagnare alcuni momenti della vita sociale di corte. Ma non solo.

A seguire, nell'ambito del programma della Primavera Mozartiana, l'Orchestra da Camera di Caserta e il violinista Simon Zhu, diretti dal Maestro Antonino Cascio, hanno eseguito all'interno della Cappella Palatina alcune tra le più belle pagine mozartiane. Una serata ricca di eventi e sorprese che è proseguita con il Sonora Wind Trio e i danzatori della compagnia Arabesque che si sono esibiti in una performance itinerante in più tappe lungo il percorso di visita degli Appartamenti reali. Nel corso della giornata, peraltro, quando si sono contati 6.055 accessi, grande successo ha ottenuto il laboratorio dedicato ai più piccoli con l'obiettivo di avvicinarli alla lettura e alla conoscenza dei beni Unesco di Caserta. Il problema, però, è che la Reggia può anche farsi in quattro, com'è capitato, appunto sabato, ma se l'impegno e le grandi opportunità che essa continua ad offrire non riescono a trovare riscontro e continuità nella città, non si può sperare di trasformare Caserta nella città turistica di cui si parla da anni.

Le iniziative alternative poste in essere dalla direzione del monumento, le offerte plurime e innovative che favoriscono anche la permanenza notturna dei visitatori non possono ovviare ai disservizi e alla mancanza di appeal che continuano a caratterizzare il centro urbano. Torna, così, inevitabilmente di attualità la questione della buffer zone, ovvero di quell'area che circonda la Reggia e che dovrebbe costituire il trait d'union fra il monumento stesso e tutto ciò che c'è oltre di esso. Una zona che dovrebbe, insomma, invitare, invogliare i turisti a valicare quel margine invisibile, ma non troppo, che divide, più che unire la città al suo punto di maggiore attrazione. Se ne torna a parlare periodicamente e si fanno annunci e dichiarazioni d'intenti, che poi, almeno per ora, rimangono tali. La questione è quella del cosiddetto lungoreggia liberato, ovvero delle strade adiacenti il Complesso vanvitelliano, in particolare via Gasparri e corso Trieste, nel tratto piazza Gramsci- piazza Dante.

«Se solo si riuscisse a liberare quel pezzo di strada dalle auto, lo si abbellisse, lo si destinasse ad attività non solo di vendita, ma anche ricreative e culturali, migliorerebbe l'aspetto ma anche la vivibilità della zona più a ridosso della Reggia», ribadisce, come fa ormai da tempo, Francesco Marzano, imprenditore turistico. Che aggiunge: «E si potrebbe comprendere in questa nuova visione anche il riutilizzo della stessa Flora, da tempo interdetta all'uso pubblico, ma che, invece, potrebbe trovare una sua collocazione ideale in una visione di più lungo respiro». In altre parole quello che si chiede è di migliorare il biglietto da visita di Caserta.

Pedonalizzare tutto il tratto dalla Reggia a piazza Dante e, a seguire, anche il corso Trieste, come una strada idealmente in discesa verso un centro storico pensato e riorganizzato è ciò che chiedono i sostenitori di questa nuova concezione urbanistica. In tante città si è riusciti a creare grandi spazi fruibili e sgombri da auto e smog. Un po' come diversi anni fa successe a Napoli quando venne "liberato" dalle auto il lungomare. Anche a Caserta, una innovazione del genere, che pure ora si stenta ad appoggiare fino in fondo, potrebbe darle l'immagine piacevole di una città sostenibile, con un'alta qualità della vita.

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