Reggia di Carditello, torna l'acqua
nelle fontane restaurate

Reggia di Carditello, torna l'acqua nelle fontane restaurate
Giovedì 9 Giugno 2022, 17:48
4 Minuti di Lettura

Era da molti decenni che il Real Sito borbonico di Carditello, situato a San Tammaro, non aveva l'acqua potabile. I cavalli di razza persano, allevati al tempo dei Borboni e tornati negli ultimi anni a Carditello, venivano abbeverati tramite delle cisterne e non potevano usufruire dell'acqua delle due enormi fontane poste alle due estremità del galoppatoio. Oltre un secolo fa l'acqua arrivava dell'acquedotto Carolino, poi dismesso. Da oggi, grazie al progetto «I Luoghi del Cuore» e ai lavori di allacciamento alla rete idrica, l'acqua è ripresa a scorrere nelle fontane restaurate.

Video

Un'opera di urbanizzazione primaria che sembrava impossibile appena nel 2014, quando la Reggia settecentesca costruita dal Collecini fu acquistata all'asta giudiziaria dal Mibact, che ne ha poi avviato una faticosa ma fruttuosa opera di valorizzazione, gestita dalla Fondazione Real Sito di Carditello (soci sono il Mibact, la Regione e il Comune di San Tammaro). Il progetto «I Luoghi del Cuore», un censimento dei luoghi italiani da non dimenticare promosso dal FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano - in collaborazione con Intesa Sanpaolo, ha permesso il restauro delle fontane del galoppatoio con gli obelischi sovrastanti; l'intervento, che è stato inaugurato oggi, è costato 80mila euro, di cui 50mila messi a disposizione dal Fai, e 30mila dalla società di acque minerali Ferrarelle, le cui sorgenti sono proprio nel Casertano.

«Questa inaugurazione è un altro concreto passo avanti - ha detto Luigi Nicolais, Presidente Fondazione Real Sito di Carditello - verso il pieno riscatto di un sito di notevole importanza storica, architettonica, sociale e ambientale. Abbiamo finalmente restituito gli obelischi alla comunità di appartenenza e a tutti gli italiani». Per Michele Pontecorvo Ricciardi, Presidente Regionale FAI Campania e Vice Presidente Ferrarelle Società Benefit, «la proficua collaborazione tra pubblico e privato si dimostra nuovamente una sinergia vincente e una risposta concreta alla necessità di valorizzare il nostro patrimonio».

Marco Magnifico, Presidente FAI, si è detto «estremamente felice di poter finalmente festeggiare oggi l'impiego virtuoso del contributo del FAI e di una storia di riscatto per questo territorio a lungo martoriato», mentre Giuseppe Nargi, Direttore Regionale Campania, Calabria e Sicilia di Intesa Sanpaolo, ha ribadito che «il nostro Gruppo crede fortemente nel contributo che la cultura è in grado di garantire alla crescita del Paese». Nel 2012 il Real Sito di Carditello, si classificò al 5ø posto nazionale della sesta edizione del censimento «I Luoghi del Cuore»del FAI grazie ai voti di 32.438 persone. All'epoca, le immagini erano quelle di un luogo in desolante stato di abbandono, con la cancellata arrugginita e cumuli di immondizia davanti all'ingresso. I voti erano stati raccolti dai cittadini proprio per denunciare questo totale degrado e il saccheggio continuo del monumento, privato di pilastri di marmo, caminetti, lastre delle scalinate e pezzi di pavimento.

Fondamentale l'azione concreta di Agenda 21 per Carditello e i Regi Lagni, nata nel 2010 e composta da 150 tra enti e associazioni del territorio, che grazie ad una serie di attività - da aperture straordinarie del bene al contatto con le scuole e i media locali e nazionali - è riuscito ad attirare l'attenzione pubblica sulla Reggia stimolando le istituzioni ad intervenire. Oggi la Reggia di Carditello è ancora un cantiere aperto dove sono in corso i restauri delle porzioni anteriore e posteriore da parte del Mibact; appena verranno rilasciate dai restauratori del Ministero, partiranno i progetti della Fondazione per fare della Reggia un museo visitabile ogni giorno, visto che al momento apre solo nel weekend grazie ai dieci dipendenti (di cui cinque precari) e a tanti volontari; servono però ancora opere di urbanizzazione come l'allacciamento alla rete fognaria. Il neo-direttore tecnico Carmine Basco spiega che anche la Reggia è coinvolta nei progetti previsti dal Cis (Contratto istituzionale di sviluppo), tra cui c'è quello della pista ciclabile che dovrebbe collegare la Reggia con il vicino bene confiscato alla camorra de La Balzana. «Abbiamo proposto al Cis - spiega Basco - di avere una sede proprio a Carditello, e inoltre quando saranno fatti i lavori per la pista si potrebbero mettere i tubi per l'attacco alla rete fognaria, in modo da ottenere sostanziose economie di scala».

© RIPRODUZIONE RISERVATA