Reggia di Caserta senza pace,
scintille tra i sindacati e la Maffei

Lunedì 14 Febbraio 2022 di Lidia Luberto
Reggia di Caserta senza pace, scintille tra i sindacati e la Maffei

Proteste dei sindacati nei confronti del direttore della Reggia, Tiziana Maffei. Questa volta a stilare e sottoscrivere il documento che ha per oggetto «Anomalie gestionali alla Reggia di Caserta», sono i segretari delle organizzazioni sindacali della Reggia, per la Uil, Angelo Donia, per la Flp, Mario Squillino e per la Confsal-Unsa, Carmine Egizio. Nel documento, i sindacati, dopo aver ricordato che già un anno fa avevano demandato «ad un tavolo nazionale la risoluzione di una serie di controversie», sottolineano che «nonostante un incontro conciliativo al tavolo della direzione regionale del Mic teso a riallacciare le relazioni sindacali», «l'attuale dirigenza continua con disposizioni che ingenerano conflitti di competenza e disorientano il personale».

Diversi i punti del contendere. Prima di tutto l'articolazione del piano ferie. In questo caso, a fronte della richiesta da parte della dirigenza di effettuare la programmazione completa delle ferie 2022 entro inizio di anno, «considerata la grave carenza di personale» e per poter «assicurare una particolare attenzione alla pressione di lavoro nei periodi festivi e di vacanza per i servizi al pubblico museale», i rappresentanti dei lavoratori sottolineano che la richiesta non lascia al dipendente «alcuna possibilità di deroga in caso di motivate esigenze personali». Nel documento viene, ancora, contestata la mancata applicazione di alcune circolari del segretario generale del Mic in riferimento allo smart working, «non consentendo ad almeno il 50 per cento dei dipendenti lo svolgimento del lavoro agile fino al termine del periodo di emergenza».

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Ancora più pesante è l'attacco sull' «aggiornamento dell'organigramma» che ha portato all'accorpamento in due uffici delle competenze relative alla valorizzazione e conservazione del patrimonio immobile della Reggia, una decisione che, secondo i sottoscrittori del documento, contrasterebbe con l'enorme dimensione del bene architettonico e del parco». Mentre, si legge nel documento, «desta sconcerto l'abolizione dell'ufficio dedicato all'attività di manutenzione dell'edificio, che era affidato ad un funzionario restauratore di grande esperienza». Da qui l'ipotesi che ci sarebbe «la volontà del direttore di gestire in modo separato e personalistico l'argomento, utilizzando l'assunzione di un professionista esterno (un Historical building manager, che offre prestazione trisettimanale svolta prevalentemente da remoto), inserito in una fantomatica segreteria tecnica che dovrebbe essere in grado di svolgere l'attività di manutenzione meglio di un funzionario restauratore formato dal ministero ed esperto sulla complessa realtà del Palazzo». La stessa situazione si sarebbe verificata per il Parco e il Giardino inglese la cui attività di manutenzione «viene sottratta ai funzionari tecnici dell'ufficio parco per essere affidata ad un professionista esterno». Decisioni che avrebbero provocato lo scontento dei dipendenti, perché assegnati «indipendentemente dalla qualifica e dall'esperienza acquisita, a compiti di carattere meramente esecutivo».

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Anche sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, i sindacati hanno da ridire. La denuncia è soprattutto per le garitte, «pericolose per le infiltrazioni di acqua e gli impianti elettrici non a norma». E il rimedio sarebbe peggiore del male: «un telone da campeggio messo in malo modo per ricoprire da oltre due mesi il tetto della garitta di via Gasparri». Il documento si chiude con l'auspicio che la dirigenza «voglia istaurare un fattivo e collaborativo dialogo», ma anche con l'avvertimento che la mancata accettazione delle richieste «costringerà queste Organizzazioni sindacali ad interrompere nuovamente le relazioni e a ritornare ad un altro livello di contrattazione».

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