Inciviltà e controlli inesistenti,
Caserta diventa una pattumiera

Sabato 22 Febbraio 2020 di Franco Tontoli

Via Vico, appena dopo piazza Correra, angolo vicolo Centore, tra impalcature del palazzone incompiuto, un'edicola votiva, è il trionfo di inciviltà, trascuratezza e sciatteria. In bella mostra c'è un cumulo di spazzatura e materiali ingombranti. Un materasso, quattro cesti di plastica, uno specchio in cornice quadrata, quattro sacchi di plastica trasparente e uno nero, due sacchetti di rifiuti umidi e intorno bucce di mandarini. Questa cartolina, fotografata alle ore 16 di ieri, a tutta questa mattina potrebbe risultare ulteriormente arricchita, diversi autocarri di raccolta rifiuti erano già transitati con indifferenza degli addetti perché, probabilmente, raccolta competente ad altro tipo di servizio.


«Questo cumulo di indecenza dice una residente sta qui da martedì 18 febbraio, ci avevo fatto particolarmente caso e si sperava nella rimozione ma in quattro giorni nulla è cambiato». Vicolo Centore, spazzatura prossima a debordare sulla carreggiata di via Vico, zona urbana centralissima, in direzione di marcia il corso Trieste è 100 metri dietro e via Roma è 30 metri avanti e non ci sono parole se non sgomento per commentare il funzionamento, l'organizzazione della raccolta dei rifiuti nel centro di Caserta. Indice puntato sulla inciviltà di chi lascia rifiuti ingombranti e sacchi di indifferenziata in orari e giorni non previsti. Ma non è una giustificazione quella di chi invocando le inadempienze di certa utenza lascia che la «monnezza» cresca ad alimentare sgomento per la vergogna che si riversa su tutta la cittadinanza. E i controlli? La sezione di polizia municipale da chi deve essere allertata? In quattro giorni nessuno ha visto niente? E nessuno degli addetti alla rimozione dei rifiuti normali che abbia sentito il dovere di avvertire i colleghi dei rifiuti speciali a intervenire? Situazioni analoghe si registrano anche sulla piazzola di via Graefer a un passo dall'ex Palazzo di Giustizia, prossimo comando della Polizia Municipale: materasso appoggiato a un albero, mobilia e masserizie sparse.


Dal centro della città alla periferia, al Parco Falcone. La piazzola di accesso, all'angolo con viale Borsellino, è ricca di cassonetti alle ore 12 di ieri erano stracolmi ma senza sversamenti. Un abitante invita a visitare l'interno, l'indice puntato sul piccolo emiciclo addossato alla recinzione del complesso abitativo diviso in due parti. La prima: aiuola e albero, due edicole di Madonna e Padre Pio, cartello che invita a non calpestare le aiuole e a introdurre animali; complimenti. La seconda: una derrata alta un paio di metri e larga altrettanto di materassi, coperte, cartoni macerati, ferraglia; maledizioni. Coro a tre voci da residenti: «Appelli e proteste, anche una denuncia da un avvocato, il cumulo è sempre al suo posto, cresce nell'indifferenza in un cortile nel quale gli automezzi del servizio non entrano, quasi fosse minato. A chi dobbiamo rivolgerci?». Agli stessi, va naturale pensare, che ad un mese da due ripetute segnalazioni, ritengono sia normale la permanenza di tre grossi estintori abbandonati su un'aiuola retrostante il Monumento ai Caduti, davanti alle porte scardinate degli impianti di aerazione vandalizzati e alla porta sempre aperta del parcheggio sotterraneo disattivato e lasciato in balìa dei vandali e dei senza fissa dimora che lo frequentano. Gli estintori, ammesso sia esausti, sono comunque compresi fra i materiali pericolosi (legge 81/2008), contengono sostanze tossiche e vanno smaltiti secondo particolari procedure. Ci aggiungiamo al coro di Parco Falcone: a chi ci si deve rivolgere?
 

Ultimo aggiornamento: 08:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA