Rifiuti non prelevati, la protesta a Orta di Atella: «Rischio per la salute»

Rifiuti in strada, la protesta:
«Rischio per la salute»
di Alessandra Tommasino

ORTA DI ATELLA - Sacchetti dei rifiuti non prelevati, disordine e pericolo igienico. Sale la tensione ad Orta di Atella dove, questa mattina, le madri arrabbiate e gli operatori ecologici hanno dato vita ad un sit in all’esterno del municipio. Non si intravede il superamento dell’emergenza, anche se alla fine dell’anno è stato temporaneamente affidato il servizio di raccolta al consorzio Sinergie di Salerno, con l’obiettivo di sostituire il consorzio Cite, titolare dell’appalto, che vuole la rescissione unilaterale del contratto. Nonostante l’intervento di un’altra ditta, probabilmente a causa dei limitati mezzi impiegati, le strade di Orta di Atella continuano ad essere invase dai rifiuti. Un’emergenza non gestita adeguatamente che lascia sperare ben poco anche sul ripristino della normalità. Il clima è molto acceso nel comune, dove solo il 30 dicembre ignoti sfondarono la porta d’ ingresso della stanza del commissario prefettizio Vincenzo Lubrano, attualmente alla guida dell’ente. Un episodio, che secondo le forze dell’ordine, è da collegare al malcontento dei cittadini esasperati e dei cinquantuno lavoratori, che non hanno percepito lo stipendio né la tredicesima. Sul finire del 2017 per poco non si è arrivati allo scontro, quando in paese sono arrivati gli operatori del consorzio Sinergie. I dipendenti del Cite, che sono in numero sovradimensionato a causa della mala gestione politica degli ultimi anni, non hanno visto di buon occhio la presenza di altri e le operazioni di pulizia, disposte dal viceprefetto Lubrano, sono state effettuate in questi giorni con la scorta di carabinieri e vigili urbani.

La situazione resta complessa. Il Cite ritiene di vantare un credito di circa due milioni di euro, mentre l’ area tecnica del Comune sostiene che il debito dell’ente sia di gran lunga inferiore e che non ci siano le condizioni per una rescissione unilaterale del contratto. Per il servizio il Comune spende circa 230 mila euro al mese, ma il risultato è che la raccolta differenziata subisce continue interruzioni per il ritardo frequente dei pagamenti, con un disagio notevole per i cittadini che, oltre alla beffa di una tariffa altissima, subiscono anche il danno delle strade piene di immondizia. Politiche clientelari e incapacità amministrativa hanno determinato l’osceno quadro ortese. 
 
Lunedì 8 Gennaio 2018, 13:18 - Ultimo aggiornamento: 08-01-2018 13:40
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