Teverola, rilancio area Whirlpool
con le batterie a litio: piano da 30 milioni

Mercoledì 21 Ottobre 2020 di Enzo Mulieri

Trova una sorprendente opportunità di rilancio, in piena emergenza sanitaria, il piano di reindustrializzazione dell'area Whirlpool di Teverola, da troppo tempo al palo anche per ragioni di ordine burocratico. Dopo una transizione sofferta sul piano occupazionale, per il gruppo Seri Industrial, referente del programma, nuovi incentivi si profilano all'orizzonte per un avvio della produzione. Lo autorizza a credere il duplice canale di finanziamento che l'azienda dell'alto casertano ha potuto attivare questo mese sia con soggetti pubblici che privati, la Cassa Depositi e Prestiti e il colosso Unicredit.

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L'aiuto servirà a supportare la ripresa del sito in conformità delle garanzie rilasciate in entrambi i casi e a tempo debito sempre da Sace. L'oggetto delle due operazioni di finanziamento (rispettivamente 10 e 20 milioni di euro) riguarderà per l'appunto l'attuazione del piano industriale della controllata Fib mirato proprio alla lavorazione di batterie a litio e che avrà una capacità energetica di circa 300 MWh-annui. Attraverso quest'ultima dotazione potrà essere realizzata in loco un'attività altamente innovativa e che troverà il suo «business» principale nel campo degli accumulatori al litio di ultima generazione, con applicazioni mirate al mercato della trazione industriale. A dare notizia di tanti interventi sono stati gli stessi esponenti dei due Istituti. «Siamo soddisfatti di poter sostenere i piani di investimento di aziende come Seri- ha affermato Nunzia Tartaglia responsabile divisione Cdp imprese- che rappresentano un'eccellenza del tessuto imprenditoriale del Mezzogiorno». Altrettanto convincenti, le valutazioni di Unicredit. «Con quest'ultima operazione- ha affermato Annalisa Areni, Regional manager sud sosteniamo la fase di startup del primo impianto nazionale e tra i primi in Europa per la produzione di batterie di nuova generazione, un progetto che darà un impulso decisivo a molte applicazioni industriali a basso impatto ambientale».

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Come dire una sfida che dovrebbe rivelarsi vincente per il territorio, in tempi che saranno caratterizzati da un'economia circolare sempre più integrata e quindi ecosostenibile. Un modello, in altre parole, che dovrebbe essere portato al più presto all'attenzione delle istituzioni di riferimento come il Mise, forse già domani nel corso del vertice sul caso Whirlpool «Stiamo parlando di un percorso importante da inaugurare -ha confermato l'amministratore delegato di Seri, Vittorio Civitillo -in un momento di crescita del nostro gruppo che ha in corso impegnativi programmi di investimento, seppure nel complesso attuale contesto di mercato, che rafforzeranno il nostro ruolo nel favorire la transizione energetica italiana ed europea verso una strategia virtuosa di sostenibilità ambientale».

Ed è proprio in questa direzione, peraltro, che ha preso le mosse anche il secondo progetto avanzato da Seri denominato «Teverola 2» e che si configura come una Gigafactory, sede privilegiata ai fini della mobilità elettrica, a vantaggio dell'automotive. Un impegno che l'azienda matesina ha già descritto nel mese di luglio al Mise. «Finora il programma è stato avviato a Teverola solo per il primo impianto con l'assunzione di tutti i 75 ex dipendenti della Whirlpool - ha precisato Francesco Percuoco segretario provinciale della Fiom- e abbiamo chiesto un incontro di verifica con la proprietà in Confindustria per sbloccare la situazione e per consentire il reimpiego delle maestranze in cassa integrazione per Covid». Più deludente il report delle Rsu, pure riconoscendo che sono state attivate iniziative di formazione per la riqualificazione del personale. «È passato troppo tempo dal primo accordo con Whirlpoolha constatato Vincenzo di Spirito delegato della Fim Cisl- gli operai sono stanchi di aspettare un lavoro che non arriva». Concetto ripreso da Sebastiano Schiavone, referente per conto della Uilm.

Ultimo aggiornamento: 19:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA