Via i ripetitori tv da Casertavecchia,
vittoria dei residenti del borgo

Sabato 12 Settembre 2020 di Lidia Luberto

I ripetitori radio televisivi situati a Casertavecchia, da quelli della Rai a quelli delle società private, dovranno essere rimossi. Il comune ha avviato il procedimento per ragioni legate alla salute pubblica che entro 30 giorni dovrà portare all'emanazione di un'ordinanza del sindaco. Il Comune ha anche proposto, alle tante società che da anni usufruiscono degli spazi, molte anche senza permessi o autorizzazioni, un'area alternativa dove ricollocare i loro impianti.

Se questa offerta verrà accolta, finalmente lo scempio paesaggistico e il danno alla salute pubblica che sarebbe stato provocato dai ripetitori e denunciato da almeno trent'anni dagli abitanti di Casertavecchia, potrà finire. Se invece, sull'ordinanza del sindaco si arriverà ai ricorsi, previsti dalla legge in materia, potrebbe aprirsi un contenzioso persino di natura penale che rallenterebbe l'iter della rimozione.

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Un'ipotesi che l'architetto Domenico Maietta, consigliere comunale con delega al borgo medievale e protagonista di questa battaglia legale e ambientale, ritiene improbabile: «Di fronte a eventuali opposizioni non escludiamo di ricorrere alla Procura della Repubblica per far valere le ragioni di un'intera comunità e chiarire le inadempienze, per non parlare degli abusi commessi, secondo i nostri accertamenti, dalle società titolari degli impianti. Pensi che in quel ginepraio di antenne, siamo riusciti a risalire in questi mesi solo a tredici società, eppure gli impianti da noi contati sono circa una cinquantina». Che si tratti di una vittoria è fuori discussione.

L'avvio del procedimento di rimozione recepisce le indicazioni fornite nella relazione di misurazione del campo elettromagnetico della Società Sovel Italia che ha effettuato i rilievi durati un paio di mesi, evidenziando valori oltre i limiti con rischi per la salute. Ma sconcerta anche il fatto che, in base a quanto si legge nell'avvio del procedimento, tutte le società destinatarie del provvedimento, compresa, quindi, anche la Rai, avrebbero istallato i loro ripetitori senza autorizzazione e «senza nemmeno pagare il previsto canone», aggiunge Maietta. «Da verifiche effettuate negli uffici competenti - si legge, infatti, nel documento comunale -risulta che tutte le strutture relative agli impianti per sistemi di trasmissione, installate nel borgo di Casertavecchia, sono prive delle necessarie autorizzazioni ambientale, paesaggistico, sismica, nonché di quella rilasciata dal Suap, lo Sportello unico per le attività produttive». Nell'elenco dei destinatari oltre alla Rai figurano le società New Radio network, canale Italia, Cnmedia, Genetico Domunication, Persidera, Powee radio, Premiata ditta Borghini & Sticchetti di Torino, Prima radio, Radio Massolina, TGS television Gambuti sistem, Televomero e VideoNola. «Il sogno di tanti - dice l'architetto Maietta - oggi è apparso possibilità. Si pone fine ad una incresciosa vicenda, una delle vergogne storiche della città, con la certezza che il senso del limite e di responsabilità delle aziende coinvolte si concretizzerà in breve tempo nello smontaggio e delocalizzazione degli impianti».
 

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Un risultato che entusiasma gli abitanti del Borgo. «Il nodo delle autorizzazioni è cruciale - dice l'amministrativista Ciro Centore tra gli ospiti più appassionati di Casertavecchia -. Da anni nutrivamo sospetti in tal senso. Ora però mi auguro che la nostra attesa lunga anni sia giunta al termine». «Finalmente si nota un'invenzione di rotta: eliminare quella foresta di antenne non può che essere un primo passo significativo verso la riqualificazione del Borgo», dice Michele Della Valle, titolare di un b&b a Casertavecchia. Un ottimismo che, però, ora dovrà essere suffragato dalle fasi successive del procedimento. 

Ultimo aggiornamento: 11:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA