L'appello di Rosa ai pm antimafia:
«Schiavone parli di mio fratello»

di Biagio Salvati

È diventata «ufficiale» la richiesta di Rosa Amato - tesoriera di un ex gruppo criminale di Santa Maria Capua Vetere che si contrapponeva ai Casalesi, facente capo al padre Salvatore Amato, oggi pentito tesa a conoscere la verità sulla morte del fratello ventenne Carlo, ucciso a coltellate, nel marzo del 1999, in un locale della città del foro, il Disco Club, solo perché avrebbe tentato di difendere una ragazza durante il MakP del Liceo Amaldi. Rosa, detta «Rossella», infatti, questa volta non si è rivolta al neo pentito figlio del boss Sandokan, Nicola, come aveva fatto durante alcune interviste rilasciate tempo addietro, ma direttamente ai pm antimafia che gestiscono il pentimento del primogenito dei Casalesi.
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Sabato 8 Settembre 2018, 12:00
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