Salta la linea internet: in cardiologia
bloccati i dispositivi salvavita

Sabato 30 Novembre 2019 di Gabriella Cuoco
Manca la linea internet e da circa una settimana non funziona l'apparecchio diagnostico Ima per verificare se ci sono infarti in atto, fibrillazioni o aritmia. Accade allo Psaut di San Felice a Cancello, dislocato all'ospedale «Ave Gratia Plena» che da qualche mese a questa parte vive un momento di grande sofferenza. A denunciare l'accaduto sono i dipendenti dell'Unità operativa del 118, che hanno più volte segnalato la carenza senza ricevere risposte. C'è, a dire un vero, una sorta di scaricabarile tra lo stesso vertice e il gestore telefonico Tim, che non garantisce secondo quanto hanno dichiarato alcuni operatori sanitari la giusta linea internet per poter usufruire correttamente del macchinario salvavita. Ma, quello dell'apparecchiatura ferma non è l'unica novità allo Psaut. Da mesi, si denuncia la presenza di un solo medico a turno e i numerosi trasferimenti messi in cantiere. Purtroppo, si sono verificati anche una serie di emergenze per la carenza di personale sia medico che paramedico. Molti i casi critici segnalati alla postazione provinciale.

Quelli più significati, si verificano sempre nei weekend con l'arrivo, in contemporanea, di pazienti in codice rosso. L'ultimo caso è di qualche giorno fa. All'arrivo di un paziente persino di giovane età con un infarto in atto, all'interno dello Psaut c'era solo un medico mentre l'ambulanza del 118 era demedicalizzata. Una situazione che, oramai, va avanti da tempo e che manda su tutte le furie non solo il personale in servizio, costretto a turni massacranti, ma anche gli stessi utenti che, per non rischiare, preferiscono recarsi all'ospedale di Maddaloni o a Sant'Agata dei Goti.

Lo Psaut, dislocato tra San Felice a Cancello e Arienzo, serve 7mila utenti, che vengano stabilizzati e trasferiti in strutture ospedaliere del Casertano e 3mila casi in arrivo a bordo dell'ambulanza del 118. Sono gli stessi infermieri a descrivere una situazione da terzo mondo e che va oltre ogni tipo di immaginazione. Basta pensare che, purtroppo, quando ci si trova difronte a casi di codice rosso l'unico medico di turno, causa dell'assenza di camice bianco sull'ambulanza del 118, è costretto ad accompagnare il paziente nel trasferimento e a lasciare, quindi, la postazione dello Psaut scoperta e nelle mani dei soli infermieri che spesso fanno miracoli. Facendo solo un paio di conti mancherebbero, per ritornare ad una situazione di normalità, tre medici e quattro tra infermieri e ausiliari, calcolando già il trasferimento di un altro medico. «Siamo molto amareggiati dicono medici e infermieri - Il personale è ridotto e ora non funziona nemmeno un macchinario salvavita. Se poi pensiamo di voler programmare qualche giorno di ferie, tutto questo è impossibile. La situazione è a limite della sopportazione». © RIPRODUZIONE RISERVATA