San Leucio incanta i cinesi:
record di turisti sulla via della seta

di Lidia Luberto

La via della seta ormai è aperta e ricca di opportunità e prospettive. Lo hanno attestato tutti i funzionari, i diplomatici, gli operatori culturali della delegazione cinese del Distretto Zhoucun e della provincia dello Shandong, che ieri, al Belvedere di San Leucio, hanno partecipato all'inaugurazione della mostra «La nostra via della seta» e al seminario sulle «Opportunità commerciali e turistiche dell'intesa con la Cina».

«Il 2020 sarà l'anno nel quale si registrerà il picco dei flussi turistici in Italia: dove va il nostro Presidente arrivano i nostri connazionali», ha affermato Yang Bo, direttore dell'ufficio nazionale del turismo cinese a Roma. «Perciò vi invitiamo a rendere stabili i rapporti culturali, economici e turistici fra Caserta e il nostro Paese». Ed è stato questo, in fondo, il file rouge che ha legato gli interventi della mattinata di lavoro. Dal prefetto Raffaele Ruberto che ha sottolineato l'importanza degli scambi culturali fra i vari Stati in quanto questi «presuppongono e favoriscono relazioni di pace e possono aprire ampi scenari di sviluppo», al sindaco Carlo Marino che ha affermato: «La nostra via della seta riparte dal luogo dove la volle l'utopia di Ferdinando, e da qui vogliamo aprire la strada ad una nuova e più ricca stagione di crescita e di sviluppo, coniugando tradizione e innovazione, storia e turismo». Per il vice sindaco Franco De Michele, tra i componenti della delegazione, che nello scorso mese di ottobre si recò nello Shandong, dove furono gettate le basi dell'evento di ieri «l'auspicio è che il Belvedere di San Leucio diventi attrattore dei flussi turistici favoriti dalle buone relazioni avviate con la Cina, nonché l'incubatore di interessi economici e culturali». Anche il presidente della Camera di commercio, Tommaso De Simone, e quello dell'Unione industriali, Gianluigi Traettino, hanno manifestato la soddisfazione per la nascita dell'importante rapporto e auspicato che «quello di oggi (ieri, ndr) non sia un fatto episodico e neppure un'opportunità spot ma l'inizio di un percorso più attento e approfondito». Anzi da Traettino è arrivata anche una proposta, solo apparentemente ambiziosa: «Caserta ha un'altra peculiarità in comune con la Cina, oltre alla seta - ha detto - ospita la piazza (Carlo III) più grande d'Italia e, allora, chissà che non si possa sognare di gemellarla con piazza Tienanmen».
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Domenica 7 Aprile 2019, 14:30
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