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Sant'Anna, torna la festa a Caserta
ma sui riti incombe l'incubo Covid

Lunedì 4 Luglio 2022 di Franco Tontoli
Sant'Anna, torna la festa a Caserta ma sui riti incombe l'incubo Covid

Con la prima domenica di luglio ha avuto inizio con il rito più solenne delle messe festive la serie delle celebrazioni in preparazione della festività del 26 prossimo, dedicata a Sant'Anna che in particolare è la patrona, insieme a san Sebastiano che si celebra il 20 di gennaio, della città di Caserta. I casertani, per la verità, per la madre di Maria e quindi nonna di Gesù, hanno da sempre una venerazione particolare, un rapporto familiare che si concretizza nell'appellativo la «Vecchierella» attribuito a quella statua che rappresenta la bellissima vecchiezza della Santa, la tenerezza con cui porta per mano la Madonna-bambina ma già con la corona di regina per quella maternità cui Dio l'aveva predestinata.
Dopo due anni di sospensione delle celebrazioni, le cerimonie liturgiche più affollate e i festeggiamenti laici tradizionali tornano quest'anno in un programma ricco di appuntamenti sui quali è puntata la massima attenzione le predisporre misure di prevenzione visto il pesante ritorno del contagio da Covid. Occhi puntati in particolare sulle processioni, il momento più sentito.

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«La popolazione dei fedeli aspetta la ricorrenza con particolare intensità di sentimenti dice don Andrea Campanile, parroco e rettore del Santuario , gli appuntamenti maggiormente frequentati delle messe dell'alba del 26 e del 31 luglio, delle due processioni con la statua portata a spalla dai fedeli in quasi tutta la città, nelle due frazioni antimeridiana e pomeriggio-serale. Sono questi i momenti più intensi dell'incontro tra i fedeli e la Santa Patrona ma dal primo giorno del mese dura la preparazione per momenti che devono essere di grande spiritualità».
Ogni anno un motivo ispiratore caratterizzante: quale quello di quest'anno? «Quello dello spendersi per la cultura della vita dice don Andrea . Viviamo purtroppo immersi in quella che papa Francesco ha definito la cultura dello scarto', quella mentalità che mentre fa sentire diversi dai più deboli ed estranei dalla loro fragilità, autorizza a immaginare cammini separati tra noi e loro. Invece dobbiamo procedere assieme, solidali, i primi con gli ultimi, le autorità con gli amministrati, tutto per annullare le fragilità. Non demandiamo nulla al caso, la città di Caserta ha bisogno di tutti noi». Il giorno 26 la prima messa sarà celebrata alle ore 6 all'interno del santuario da don Andrea, a cadenza orario fino alle 17 da vari sacerdoti, in particolare alle 10 con la benedizione delle partorienti con messa officiata da don Giovanni Gionti già rettore e oggi confessore del santuario.

Alle 19.30 la messa solenne sarà presieduta dal vescovo Pietro Lagnese. Lo stesso vescovo celebrerà la messa di chiusura alle ore 6 del mattino del 31 luglio nella piazza antistante il santuario. Quella dell'ultima domenica del mese è la domenica riservata alle due processioni, la prima partirà da piazza Sant'Anna dopo la messa delle 6, toccherà la parte nord della città arrivando all'ospedale di via Tescione per l'incontro con i malati, momento che si rinnova dopo due anni con la prevedibile commozione. Nel pomeriggio la seconda frazione partirà alle 18 per concludersi, dopo l'attraversamento delle strade del centro urbano, col ritorno della statua nel santuario. Per i fedeli più anziani una tappa importante è rappresentata dalla sosta in viella Salomone, una briciola di stradina, traversa di via Ferrante quasi dirimpettaia della chiesa di Sant'Elena.

Qui un altarino votivo ricorda la «Casa di Sant'Anna», un minuscolo appartamento terraneo abitato dai primi anni del 1800 dalle sorelle Costa, due nubili che in una nicchia della loro casa custodirono per decenni la statua di Sant'Anna che oggi si venera nel santuario. Nella loro casa le due sorelle impartivano lezioni di catechismo ai bambini del rione Santella, nel 1836 una delle due sorelle morì di colera e fu sepolta nel cimiterino dei colerosi adiacente alla chiesetta Santa Maria di Macerata che si incontra alle porte della città, località San Clemente, affacciata al bordo della statale Appia.
Dal cancelletto si intravvede una croce di ferro a indicare le sepolture comuni, a qualche metro i giochi di un parco per l'infanzia. La statua della Patrona scampò ai bombardamenti del 23 agosto 1943 che distrussero buona parte della chiesa di Loreto in cui si venerava la statua.
 

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