Santa Maria Capua Vetere, bomba esplode
al Consorzio rifiuti: giallo sulla matrice

Venerdì 27 Novembre 2020 di Biagio Salvati

Il gesto di una scheggia impazzita, del tutto autonoma, o il frutto di una regia ben precisa. Sono le ipotesi su cui stanno lavorando gli agenti del commissariato della Polizia di Stato di Santa Maria Capua Vetere, guidati dal dirigente Stanislao Caruso, per identificare l'autore o gli autori di un attentato con una bomba, molto potente, avvenuto mercoledì alle ore 20 davanti alla sede del Consorzio Unico di Bacino delle province di Napoli e Caserta (Cub). Si tratta della sede dove lavorano una ventina di persone dello staff amministrativo dell'ente in liquidazione da dieci anni che si occupa di raccolta rifiuti. I lavoratori - circa 1000 sparsi tra le due province di Napoli e Caserta - potrebbero entro qualche mese concludere la mobilità ed essere licenziati. L'ordigno ha danneggiato seriamente la porta d'ingresso della sede.

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Sono scattate la perquisizione di alcune persone e l'acquisizione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza posizionate fuori alla sede del Consorzio e di altre attività. Nelle vicinanze della sede, ci sono anche due negozi (un bar e un coiffeur) e a qualche centinaia di metri anche la sede della Polizia Municipale. Quanto è avvenuto potrebbe essere opera di qualche squilibrato, una bravata, ma l'ipotesi più inquietante è che l'atto sia connesso alla difficile situazione che vivono da anni i lavoratori del Consorzio.
Ora i lavoratori del Cub sono impegnati in un progetto regionale in vari comuni campani per il quale sono stati stanziati 50 milioni di euro. Il progetto sarebbe dovuto servire ad aumentare la percentuale di raccolta differenziata nei vari centri e ad assumere proprio i lavoratori del Cub nei Comuni, così come peraltro dispone la normativa regionale; obiettivi entrambi non raggiunti, e a metà dicembre il progetto dovrebbe scadere, aprendo la strada al licenziamento.

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Infatti, sono molti i Comuni del Casertano tra cui quello dello stesso capoluogo Maddaloni e altri che potrebbero usufruire dei lavoratori del Cub, ma spesso si preferiscono altre strade. Da anni la Regione Campania cerca di trovare una soluzione alla situazione dei lavoratori del Cub che dal 2010, dopo la messa in liquidazione del Consorzio, non svolgono più alcun servizio di raccolta rifiuti presso i Comuni. Per anni, senza incarichi e con stipendi presi a singhiozzo, i lavoratori del Cub hanno protestato, persino a Sanremo; qualcuno si è dimesso mentre quelli rimasti, qualche anno fa, sono stati messi in mobilità per 24 mesi, e al termine del periodo, se non verranno assunti presso i comuni, perderanno il lavoro. La Regione ha provato a farli comunque lavorare con il progetto per implementare la differenziata, e solo qualche comune ha usufruito di tali dipendenti: la Regione ha inoltre varato una norma che obbliga le aziende che svolgono la raccolta dei rifiuti nei Comuni ad assumere i lavoratori del Cub, ma nei vari passaggi di cantiere che si sono susseguiti nei comuni - da ultimo ad Aversa nel Casertano - nessun degli addetti è stato assunto. L'attentato potrebbe essere quindi opera di qualcuno che ha agito autonomamente preoccupato per la prossima scadenza dei 24 mesi ma è tutto al vaglio degli investigatori.

Ultimo aggiornamento: 15:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA