Scontri di Pagani, 17 Daspo per i tifosi della Casertana

di Andrea Ferraro

CASERTA - Diciassette Daspo sono stati emessi dal vicario del questore di Salerno, Pio Amoriello, nei confronti di altrettanti tifosi della Casertana coinvolti negli scontri verificatisi al termine del derby di Pagani, giocato la sera dell’11 settembre. La durata del divieto di accesso alle manifestazioni sportive varia da uno a sette anni. La pena massima è stata inflitta a S.P., 39 anni, casertano, già destinatario del Daspo: non potrà mettere piede in uno stadio per 7 anni. Di sei anni, invece, la durata della misura inflitta a N.G., 36enne, mentre è di 5 anni quella prevista per A.M., 50 anni, e M.F., 52 anni, tutti e tre già sottoposti al Daspo e casertani. Questi gli altri tifosi rossoblù accusati di aver preso parte ai disordini: S.S., 3 anni; P.V.R., 3 anni; P.D.A., 3 anni; P.L.T., 2 anni; R.R., 2 anni; G.S., 2 anni; A.F., 2 anni; G.S., 2 anni; G.D.A., un anno; A.S., un anno; L.M., un anno; G.M., un anno; D.A.D., un anno. Altre tre Daspo, invece, sono stati emessi, sempre dalla questura di Salerno, nei confronti di altrettanti tifosi della Paganese: il divieto, per loro, varia da uno a due anni. Tutti erano stati denunciati, lo scorso 7 ottobre, alla Procura di Nocera Inferiore, per oltraggio a pubblico ufficiale e violenza o minaccia nei confronti degli addetti ai controlli.

Il derby, vinto dalla Casertana, a fine gara si trasformò in una guerriglia urbana che coinvolse le due tifoserie e le forze dell’ordine. La miccia fu innescata, come racconta la cronaca, quando alcuni tifosi della Casertana, all’uscita dal proprio settore, forzarono la porta che delimita la curva sud e la tribuna cercando il contatto con gli spettatori che stavano abbandonando lo stadio. Alcuni avrebbero risposto, prima dell’arrivo degli steward e dei carabinieri, ma fu evitato lo scontro con gli ultras azzurrostellati. Questo almeno all’interno del «Torre». Poco dopo, infatti, l’incrocio fra via Santa Chiara e via Carmine, oltre un chilometro dallo stadio, diventò il punto in cui le due fazioni si affrontarono nel tragitto che avrebbe dovuto riportare verso il casello autostradale di Nocera i sostenitori casertani, scortati da alcune pattuglie delle forze dell’ordine. Ci furono una fitta sassaiola e un lancio di oggetti reciproci con un ferito (un giovane paganese colpito al volto e curato all’ospedale di Nocera Inferiore) e vetri di auto infranti. A farne le spese anche un noto bar della zona, al cui esterno gli ultras rossoblù capovolsero anche una statua. La Casertana, invece, fu costretta a uscire dallo stadio dopo la mezzanotte. I tifosi casertani furono identificati prima di fare ritorno a casa. Il resto dell’attività investigativa è stata affidata allo studio dei filmati ripresi dalle telecamere degli esercizi commerciali della zona e dello stesso bar.

I Daspo notificati per i fatti di Pagani si aggiungono ai quattro irrogati la scorsa settimana dal questore di Caserta, Antonio Borrelli, nei confronti di quattro tifosi casertani denunciati dalla polizia per detenzione di mazze di ferro, caschi e fumogeni. Per S.M. e P.S., di 28 e 38 anni, entrambi di Caserta, il divieto di accesso negli stadi o impianti sportivi durerà sei anni. Di cinque e tre anni la durata degli altri due provvedimenti. I quattro furono sorpresi, a seguito di una segnalazione, nei pressi del parco Ises di Caserta con il volto parzialmente coperto e armati di spranghe e catene. Il gruppo, composto da una trentina di elementi nei confronti delle quali sono ancora in corso le indagini per l’identificazione, stava preparando un agguato nei confronti dei tifosi della Cavese che si stavano recando a Santa Maria Capua Vetere per assistere al match di Coppa Italia di serie D con il Gladiator.
 
Mercoledì 26 Ottobre 2016, 08:10 - Ultimo aggiornamento: 26-10-2016 09:32
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