Segnaletica bluff a Caserta,
tra cartelli ambigui e taxi fantasma

Lunedì 6 Maggio 2019 di Franco Tontoli
Le casse comunali languono ma ciò non giustifica la sciatteria che caratterizza la segnaletica urbana, indicazioni fasulle, prescrizioni contrastanti che disorientano gli automobilisti spesso vessati da sanzioni superficialmente e ingiustificatamente inflitte.

Un campionario lo si sfoglia in piazza Vanvitelli, lungo il versante che costeggia la Villa Comunale, dove la dovuta segnaletica prescriveva fino a qualche mese fa il divieto di sosta, stante l'area riservata alla fermata dei mezzi di trasporto urbani e, in successione, quella riservata ai taxi. Scomparsi i segnali di divieto di sosta, resta la segnaletica orizzontale gialla ben evidente, rettangolo con al centro il Bus a lettere maxi. Non c'è il segnale di prescrizione verticale, quello che vale, quindi sosta consentita e la pensilina con panchina sarebbe da rimuovere, inutile occupazione di suolo dal momento che i mezzi di trasporto pubblico non hanno titolo per fermata e sosta. A meno che non si ritenga titolo il misero foglietto ingiallito che in un portacarte continua a macerarsi al paletto. Più avanti per l'area riservata ai taxi la situazione è l'opposta: segnaletica verticale prescrittiva, pitturazione gialla in orizzontale sulla strada. Ma da un anno, da quanto l'area è stata segnalata e anche prima con le reiterazioni dell'inutile riserva di posti, di taxi non se ne sono mai visti. Un'area, come si dice, «farlocca».

 
Qualche ospite del vicino albergo è stato visto perdere tempo in attesa delle vetture bianche del servizio di trasporto che, è noto, si concentrano nella sola area antistante la stazione ferroviaria. Segnaletica inutile, falsa e affastellata. Altra segnaletica contraddittoria, in via Graefer, lato adiacente il Palazzo di Giustizia. Per chi viene da via Ruggiero, a destra, il parcheggio a pagamento a «spina di pesce» segnalato a terra con le strisce blu e dalla tabella con orari e tariffa sul paletto. Più avanti, in prosieguo, strisce blu a terra e segnale di divieto di sosta con l'aggiunta del cartello di rimozione con carro gru altra minaccia farlocca, il servizio non c'è , due segnalazioni contrastanti. In questa stessa strada, è stata più volte segnalata l'opportunità di regolamentare il traffico per chi vi accede da via Ruggiero e, al lato opposto, da via Michelangelo, obbligando la marcia sulla propria sinistra per non impegnare l'innesto sulle strade principali, peraltro segnalati da fuorvianti segnalazioni orizzontali di stop sull'asfalto non rimosse. Un'ordinanza banale, due segnali appena, nessuno che se ne faccia carico. Torniamo nella Villa Comunale dove il campionario di sciatteria panchine rotte, prati a secco, vegetazione mai curata si è arricchito da qualche mese di un'altra perla. La fontana di ghisa non eroga acqua, nemmeno una lacrima da rubinetto. Accanto alla fontana c'è un cartello, vi fu messo con sobria cerimonia a cura dell'associazione «Risorse e Futuro» con l'intervento del sindaco il 21 luglio 2016. Si legge che da questa fontana erano stati prelevati campioni di acqua potabile che l'associazione nazionale «Altro Consumo» classificò, per qualità e componenti organolettiche varie, al primo posto in Italia a pari merito con Aosta, Ancona e Perugia. Caserta, una volta tanto in cima a una classifica nazionale, cosa da celebrare in una targa. Che venne a indicare una prerogativa tutto sommato simpatica e qualificante.

Ora la fontanella è a secco, i ciclisti della domenica fanno tappa ai bar per riempire borracce, tra poco con la calura niente ristoro per chi passa nella Villa Comunale, magari lanciando uno sguardo alla dirimpettaia Casa Comunale, ipotizzando quali poderose gare di appalto debbano essere bandite per quattro segnali e il ripristino dell'erogazione d'acqua alla fontanella
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