Piedimonte Matese, il giallo della statua:
ritrovato il busto del “re Piccerillo”?

Mercoledì 27 Ottobre 2021 di Roberta Muzio
Piedimonte Matese, il giallo della statua: ritrovato il busto del “re Piccerillo”?

È giallo su una statua ritrovata a Piedimonte Matese: gli indizi fanno supporre che si tratti del «Re piccerillo», Ferdinando IV, ovvero Ferdinando I re delle Due Sicilie. Ma cosa ci fa un busto di questo tipo a Piedimonte? Commissionato all'epoca da qualche famiglia nobile o trafugato? E in che epoca è stato realizzato? Sono molti gli interrogativi sul busto di marmo ritrovato ben dieci mesi fa e custodito per tutto questo tempo dai vigili urbani. Ora è al vaglio degli esperti della Sovrintendenza. Il viso di bambino ha il naso scheggiato; l'opera è certamente antica ma sulla identità del personaggio e, soprattutto, sulla provenienza e sull'epoca di realizzazione c'è ancora un fitto mistero.

La notizia del ritrovamento si è diffusa solo pochi giorni fa. La statua raffigurerebbe un principe ereditario o, comunque, un nobile bambino molto importante. Lo dice il tipo di abbigliamento ma, soprattutto, la capigliatura. Potrebbe datarsi intorno alla metà del 1700, in base ad alcuni indizi, e si potrebbe trattare addirittura di Ferdinando IV di Borbone, figlio di Carlo III, diventato poi Ferdinando I Re delle Due Sicilie. Le ipotesi sul ritrovamento, avvenuto a dicembre presso l'area denominata «degli ex Salesiani» a Piedimonte Matese, sono ancora tutte da accertare. «Premesso che per capire quando è stata realizzata l'opera occorrerebbe guardarla da vicino afferma Giuseppe Angelone, archeologo dell'Università Vanvitelli , dalle immagini che in queste ore sono state diffuse, ci sono indizi che fanno pensare a un personaggio, un fanciullo, vissuto nel Settecento. Quando è stata realizzata l'opera, invece, se cioè a metà del 700 o in epoca successiva, non è possibile dirlo se non dopo aver svolto delle indagini sulla stessa».

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Il busto, del peso di 15 chili e di dimensioni 30 per 40 centimetri, è stato ritrovato dal comandante della polizia municipale, Giovanni Labriola, e ne è stata data comunicazione alla Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento. Bisognerà, ora, capire a quando risale, perché si trovava a Piedimonte e chi rappresenta. Su quest'ultimo punto ci sono alcuni indizi che, secondo l'archeologo Giuseppe Angelone, farebbero propendere proprio per Ferdinando IV di Borbone. «La capigliatura, tipica di quell'epoca, esclude che si tratti di un personaggio del 1600 quando ancora si usavano le parrucche con i capelli lunghi. Non solo aggiunge se si mette a confronto il viso del bambino con un dipinto di Mengs, conservato presso il museo di Capodimonte e, in copia, al Prado di Madrid, ritraente appunto il cosiddetto Re piccirillo, la somiglianza è notevole. Quel quadro risale al 1759, fu realizzato per celebrare l'ascesa al trono del regno di Napoli. Si potrebbe azzardare che il busto ritragga Ferdinando IV all'età di circa 12 anni».

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L'ipotesi si baserebbe su due indizi rappresentati nell'opera. Il primo è lo stemma sul petto, dalla parte sinistra, che è quello appartenente all'Ordine cavalleresco francese dei Cavalieri di Santo Spirito. Sulla fascia, al centro, invece, è posto lo stemma del Toson d'Oro che veniva, appunto, assegnato ai principi ereditari. Nel 1751, quando nasce Ferdinando IV, ha già il Toson d'Oro, in quanto principe ereditario al trono di Napoli. «Le due attribuzioni sono presenti sull'opera sottolinea ancora Angelone ma sembra enfatizzarsi quella dell'Ordine di Santo Spirito che a Ferdinando IV viene attribuita all'età di 12 anni. Questa età sembra essere proprio quella del bambino raffigurato attraverso il busto, cioè intorno al 1763, 1764».
 

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