Festival dei Suoni antichi, Gragnaniello
incanta col Tempio dei Bottari

Festival dei Suoni antichi, Gragnaniello incanta col Tempio dei Bottari
Lunedì 12 Settembre 2022, 20:16
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La quinta edizione del festival dei Suoni antichi di Macerata Campania si è conclusa ieri sera. A infiammare la piazza Francesco II di Borbone, è stato Enzo Gragnaniello che, prima di lasciare il palco, ha duettato con il Tempio dei Bottari, protagonista del finale “col botto” della kermesse. La manifestazione organizzata dall'associazione "Suoni antichi" con la direzione artistica di Roberto D’Agnese, con lo scopo di diffondere la tradizione "bottara" di Macerata Campania ha goduto del patrocinio della provincia di Caserta e del comune di Macerata Campania. «La tradizione è alla radice. Come quando vuoi costruire un palazzo antisismico, se non fai le fondamenta, alla prima scossa cade tutto» ha detto Gragnaniello.

Dopo l’edizione in sordina dello scorso anno, per la V edizione del festival, si è tornati ad omaggiare la tradizione tanto quanto lo spettacolo e i giovani come ha sottolineato D’Agnese: «Bisogna cominiciare a comunicare alle nuove generazioni la tradizione popolare».

Nella serata finale, porte aperte dalle ore 19 con i sapori della tradizione locale grazie allo street food. L'area concerti ha anche ospitato l'esposizione e la vendita di manufatti di artigianato locale grazie alla collaborazione con l'associazione culturale Rossella Caruso. Spazio infine anche per i più piccoli con l'allestimento di un'area gioco. La kermesse di musica popolare è stata un grande momento di aggregazione e divertimento senza dimenticare il sociale grazie alla collaborazione con il consorzio di cooperative sociali Icaro dedicato all'inclusione di utenti con problemi psichici attraverso la musica. Partner ufficiale dell'evento Mancini service audio luci. Anche l’ultima serata è stata trasmessa in diretta sulle frequenze di Radio punto zero.

Appuntamento al prossimo anno con una novità: il festival sarà itinerante. «Andremo dove ci vorranno»: annuncia Raffaele Piccirillo, dell’associazione Suoni antichi.

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